Brambati: “Lapo? La società non mi sembra si sia affrettata a fargli togliere il post…”

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Ai microfoni di TMW Radio, Massimo Brambati ha parlato delle esternazioni del rampollo di casa Agnelli, Lapo Elkann, che nelle scorse ore ha attaccato in maniera neanche tanto velata il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri.

Parole che contano, secondo Brambati: Lapo non conta niente? Non conta tanto ma conta. E comunque la società non si è affrettata a fargli levare il post, che è ancora lì in evidenza. È uno degli uomini più importanti della famiglia. Devo dire che credo abbia centrato il punto, non so se la critica è diretta all’allenatore o a chi lo ha scelto“.

Allegri non è un allenatore per ricostruire – ha aggiunto Brambati. Va preso dopo una ricostruzione già fatta e con giocatori fatti e finiti. Prendo ad esempio la cessione di Kulusevski, affrettata e valutata in modo errato. Ne è la dimostrazione: come può un giocatore così giovane non essere cresciuto in tutto questo tempo e farlo in un mese e mezzo in Inghilterra? Per ricostruire serviva Antonio Conte, che conosce bene l’ambiente Juve. Questa Juve è carente anche dal punto di vista fisico, gli infortuni la dicono lunga da questo punto di vista. Quell’insieme di risultati disastrosi iniziali che ci hanno lasciato davvero a bocca aperta, sono anche responsabilità di Allegri“.

Sul futuro di Paulo Dybala, Brambati ha commentato: “Ha chiesto 8-10 milioni, per darglieli, dovrebbe vincere le partite da solo. Dybala non sta aspettando l’Inter, è che non ha uno straccio di offerta dall’estero. Lui preferiva andare all’estero, magari PSG o in Premier in squadre che contano. E invece queste non si sono proprio fatte sentire. Se fai male da un po’ di anni devi aspettarti questo. La Juve, se avesse voluto chiudere l’avrebbe fatto, se non lo ha fatto un motivo ci sarà. Nessuno dei club importanti si è fatto avanti con offerte, un motivo c’è”.