Caso Suarez, Pistocchi attacca Gravina. I tifosi sui social: “Le anticipazioni vanno bene solo quando sono contro la Juve!”

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“Non è vero che la Procura FIGC non sia pronunciata, su Suarez si è valutato e si è giunti a decisione. Per la prima parte di quell’inchiesta, con agli atti finora trasmessi dalla Procura, mi sembra di capire che si vada verso l’archiviazione. Resta l’attesa per la seconda parte relativa ai dirigenti coinvolti, aspettiamo che Perugia consegni questi atti”.

La dichiarazione rilasciata nelle scorse ore dal presidente Gabriele Gravina, con la quali ha anticipato il verdetto sul caso Suarez, ha inevitabilmente generato un acceso dibattito sui social. Ad alimentare la polemica anche il giornalista Maurizio Pistocchi che su Twitter ha commentato:

“Come mai il presidente FIGC Gravina anticipa alla stampa l’esito del caso-Suarez, tuttora al vaglio della Procura Federale? Che ne è dei principi di piena indipendenza, autonomia, terzietà e riservatezza ai quali sono tenuti gli organi della Giustizia Sportiva?”

Parole che hanno richiamato l’attenzione di numerosi tifosi e non è mancato chi ha chiarito al giornalista:

“Perché non ci sono elementi per cui procedere. Semplice. Ah, sì è espresso anche su Report, parlando di accuse basate su dati falsi. Di questo non ne parli Mauri?”

E ancora:

“Le anticipazioni della stampa vanno bene solo quando sono contro la Juve!”

“E sulla pubblicazione di inutili intercettazioni e di presunte prove durante indagini in corso, non dici nulla? Ti ricorda niente? Tecniche usate e collaudate dal 2006 con Calciopoli, sempre e solo contro la Juve, lasciando al riparo tutte le altre squadre”.

“Autonomia e riservatezza non le ha mai citate nelle altre indagini dove venivano diffuse calunnie di ogni tipo sulla Juve. Mi chiedo come mai certi principi fondamentali li chiediate a gran voce solo per alcuni”.

E c’è chi non manca di ricordare:

“Anticipa un’archiviazione, corretta, perché non c’è assolutamente nulla sotto il profilo sportivo. Tra l’altro non è mai stato tesserato, a differenza di Recoba che giocò un intero campionato con un passaporto falso…”.