Mourinho alla Roma. Di Canio sull’audio: “Non devo chiedere scusa a nessuno. Nelle conversazioni private faccio come mi pare”

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Ha suscitato molto clamore l’audio circolato nelle scorse ore, all’origine privato su WhatsApp ma diventato in poche ore virale, in cui l’ex giocatore Paolo Di Canio ha criticato pesantemente l’arrivo di José Mourinho sulla panchina della Roma.

A cercare di dare una spiegazione su quell’audio che ha mandato su tutte le furie i tifosi giallorossi, lo stesso Di Canio, che nel corso di un’intervista a il Corriere dello Sport ha affermato:

“Prima cosa, non devo chiedere scusa a nessuno. Premetto che nelle conversazioni private faccio come mi pare. Nessuno si può indignare, neanche i benpensanti che si stanno scatenando adesso, immagino cosa dicano privatamente nelle loro conversazioni. E non accetto insegnamenti. Seconda cosa: quell’audio circolato ovunque fa parte di altri 6-7 messaggi in cui dico altre cose molto positive di Mourinho e che non vanno in contraddizione con quanto si sente nel file. Ci sono i vocali, non li divulgo perché privati. La vigliaccheria è che hanno fatto girare solo quello“.

Di Canio ha aggiunto:Parlavo in velocità, goliardicamente, con una persona che ritengo un amico, è tifoso romanista. Sono cose che ho già detto in tv, nella conversazione ho usato un linguaggio poco edulcorato. Sono cose che dico da tre anni di Mourinho. Avevo finito di giocare a padel, entravo in macchina, mi ero stirato ad un polpaccio. Ho risposto ad un messaggio camminando. Mi arrivavano vocali del tipo “vinciamo lo scudetto”, “facciamo il triplete”, “annamo a vince”. La mia risposta è stata colorita. Il mio amico ha controrisposto “hai ragione, ma alla Roma serve entusiasmo”. Ho aggiunto “questo è giusto, Mourinho porta entusiasmo””.

Di Canio ha proseguito: “La mia battuta voleva anche significare “non vincerà lo scudetto”, magari lo vince. Che ne so? Con questa Roma si può arrivare tra le prime 6 a occhi chiusi, lui ti dà due posizioni in più. E magari si gioca la Coppa Italia“.

In merito al termine poverino più volte pronunciato nell’audio nei confronti dello Special One, Di Canio ha precisato: “Ho detto ‘poverino’, non per sminuire. Ma quale poverino, Mourinho ha una statura, guadagna milioni su milioni. Da sempre, quando divideva la scena con Guardiola, l’ho sempre indicato come numero uno. Ma non per il gioco, bello o meno che fosse, ma per come faceva gruppo, per l’intensità del lavoro, per l’armonia nello spogliatoio”.

Di Canio ha poi concluso: “Dico ‘non gli pare vero della Roma’ nel senso che dopo tre esoneri a quei livelli, passando altri mesi, sarebbe stata dura trovare una città e una società importanti come la Roma, per di più un club che gli ha affidato un progetto. Non l’ho detto per sminuire la Roma bensì il contrario. Anni fa avrei detto Mourinho è un lusso per la Roma, ora dico che la Roma è un lusso per Mourinho“.