Khedira:” Ecco come sono riuscito a convincere Sarri”

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Sami khedira ha rilasciato una lunga intervista a quotidiano tedesco Kicker. Ecco le sue parole riprese anche dalla Gazzetta dello Sport:

Ronaldo è come LeBron James nel basket o Tom Brady nel football americano.

O come Buffon. Un esempio per tutti. Io ho l’entusiasmo di un ventenne. Mi sento a posto fisicamente: l’obiettivo è giocare l’80 per cento delle partite e vincere i tre titoli principali con la Juve”.

“Mi sono anche messo in dubbio, ma ho avuto risposte positive”.

Sarri vuole un calcio totalmente diverso da quello di Allegri, per questo abbiamo avuto difficoltà e ci serve del tempo per adattarsi al nuovo sistema e trovare gli automatismi, ma è normale.

Le mie condizioni? Il ginocchio va bene, mi sento completamente in forma, ho fiducia nel mio fisico.

L’ultima è stata la peggior stagione della mia carriera? È stato un anno sfortunato, poco felice, con molti infortuni, il ginocchio, l’operazione al cuore. Ero entrato in una spirale negativa. Ho messo tutto in dubbio: ho ancora gli stimoli dentro?

Ho ancora le condizioni fisiche adatte? Ho risposto con un sì. Se giochi nella Juve che vuol sempre vincere la Champions devi migliorare anno dopo anno. E io voglio sempre stare tra gli 11 titolari.”

Sono convinto di poter stare atleticamente al massimo livello, altrimenti parlereste con un pensionato e non con il calciatore Khedira.

Posso giocare uno, due tre anni al massimo”.

Mai avuto trattative con altre squadre, zero virgola zero. So che siamo in tanti e che la Juve deve vendere. 

“Mi ha colpito molto l’aver sentito che sarei rimasto solo per i soldi Perché poi i tifosi ci credono. Io non ho mai giocato per i soldi ma per vincere titoli. Voglio coronare il sogno di prendere la Champions con la Juve perché amo il club, la squadra è la città”.

Ho un buon rapporto con Sarri ed ero sicuro di convincerlo con le mie qualità. Seguivo come giocava a Napoli e Chelsea: gioca un calcio diverso, pressing, intensità, passione e intelligenza.

“Tutte qualità che mi vanno a genio. Io il suo preferito? Avrei dovuto esserlo di tutti quelli che mi hanno fatto giocare: Mourinho, Ancelotti, Allegri, Löw e adesso Sarri. Tutti allenatori diversi fra di loro ma che hanno apprezzato le mie prestazioni”.

Abbiamo qualità e quantità estreme, pazzesche. Mai viste. In allenamento le partite 11 contro 11 potrebbero essere sfide di Champions. In Europa ci sono i 5-6 squadre allo stesso livello”.

“Non decide solo la qualità ma mentalità, armonia nello spogliatoio, funzionamento del gruppo”.