Il successo della Juve? “A Torino oggi è già domani”

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E a Torino, oggi è già domani. 

Con questa frase si può riassume l’articolo di Roberto Perrone, pubblicato sul Corriere dello Sport, col quale motiva le ragioni di un successo, quello della Juventus, che sembra inarrestabile, completamente proiettato sul futuro quasi incurante di quello che succede nel nostro piccolo mondo.

È un articolo che conferma e motiva le parole di Dino Zoff sulla Juventus di qualche giorno fa:  “La società ha dirigenti talmente bravi che sono capaci di rinnovare la rosa per non far terminare mai un ciclo che si sta rivelando vincente da tantissimi anni“.

Ecco l’impietosa logica esposta da Roberto Perrone.

La fame
Questi hanno una fame da Agnelli. Mentre gli altri club faticosamente cercano di trovare brandelli di soddisfazione nella stagione in corso, pensando a possibili rinforzi negli ultimi tre giorni di calciomercato, la Juventus porta avanti il suo cannibalismo che esclude la sazietà. 

La determinazione
Il “pizzino” abbandonato da Fabio Paratici, più che una dimenticanza – aleggia il sospetto di intenzionalità a guardare la precisione con cui è stato strappato, tutti pezzetti identici – pare un avviso di tempesta, la promessa del perdurare della totale assenza di pietas nei confronti delle contendenti.

Gli obiettivi
I nomi sul foglietto sono quelli di giovani italiani e talenti stranieri, un po’ in tutti i ruoli, dai difensori ai centrocampisti, più o meno offensivi. Neanche la necessità di fare cassa, dopo l’estate di Ronaldo, blocca i piani bianconeri. Il nome di Zaniolo, fresco idolo dell’Olimpico giallorosso, incute timore per l’audacia della pretesa, per il senso della sfida: la Juventus non si ferma dinanzi a nulla.

La programmazione
La Juventus che sta già vincendo, che vince da sette anni, vuole stravincere mettendo punti e strategie tra sé e le rivali. Questa, ora, è la distanza che separa il club dell’affamato Andrea Agnelli dagli altri: la programmazione, il portarsi avanti. Le altre sono alle prese con problemi contingenti.

Gli avversari
Il Napoli a respingere le lusinghe per Allan, l’Inter a subire i capricci di Perisic e le conseguenze della trattativa per il rinnovo di Icardi, il Milan a cambiare il centravanti in corsa perché con il suo principale investimento estivo, Gonzalo Higuain, il feeling non è mai nato. Se queste squadre sono lontane dal banchetto, figuriamoci le altre. 

Il confronto impari
La Juventus che sta già vincendo l’ottavo scudetto consecutivo, vuole cannibalizzare anche i prossimi.Del resto la Juventus ha già il suo stadio da otto anni e gli altri ancora ne discutono. Madama cerca sempre di prendere i migliori, ma se non ci riesce, comunque cerca di danneggiare i rivali.

Come rispondeva il mitico Bob Lovati, nella sua funzione di direttore sportivo della Lazio: «Non abbiamo preso nessuno ma abbiamo indebolito gli avversari». Sotto questo aspetto il bersaglio migliore, negli ultimi tempi, è stato il Milan che doveva costruire un nuovo futuro prima su Bonucci e poi su Higuain, ma nessuno dei due ha funzionato.

Invece chi arriva alla Juve difficilmente sbaglia, vedi Cancelo. E a Torino, oggi è già domani. Conclude il bravissimo Roberto Perrone.

(Fonte: Corriere dello Sport)