Il rinnovo di Weston McKennie resta un nodo tutt’altro che semplice da sciogliere. Dopo aver prolungato due anni fa – in modo piuttosto singolare, soprattutto considerando che era stato di fatto messo ai margini da Thiago Motta – alle stesse cifre (2,5 milioni annui), oggi lo statunitense chiede un adeguamento importante: 4,5 milioni a stagione per altre quattro annate. In pratica, un investimento da 36 milioni complessivi per un giocatore che, con Luciano Spalletti, è diventato titolare fisso e ha già segnato quattro gol in sei partite.
Il contratto scade il 30 giugno e diversi club, tra cui Roma e Milan, stanno monitorando la situazione con grande attenzione. A questo punto la Juventus deve fare una scelta chiara e ragionata: quanto costerebbe sostituire McKennie? Ammesso di trovare un profilo altrettanto duttile, capace di coprire tutti i ruoli del centrocampo, gli esterni e la linea dei trequartisti, bisognerebbe comunque mettere in conto un investimento significativo.
Basti pensare a Luis Henrique, costato all’Inter 23 milioni più 2,5 milioni di stipendio annui: circa 45 milioni complessivi, senza la garanzia di rendimento immediato. McKennie, invece, è già una certezza.
È vero, il suo rinnovo comporterebbe un cambio di status e un esborso importante, considerando che negli ultimi anni è stato spesso più un jolly che un titolare inamovibile. Ma in certi casi la continuità paga: scegliere di tenerlo potrebbe essere la decisione più logica per evitare rivoluzioni costose e rischiose.

