spot_img
spot_img
domenica, Dicembre 4, 2022

Chirico: “Ecco perché non scendo dal carro di Allegri”

- Advertisement -
- Advertisement -
- Advertisement -

Il giornalista di fede bianconera Marcello Chirico, ha fatto un parziale dietrofront su Allegri.

“Dopo la gara con la Lazio […], mi sono permesso di fare i complimenti al tecnico livornese, dopo averlo seppellito per mesi sotto una montagna di critiche. Che, a mio parere, si era ampiamente meritato. Per il partito degli anti-allegriani era questa la prova della mia scarsa coerenza, nonché di un’opinione fluttuante, indice di assoluta mancanza di credibilità”, ha scritto in premessa il direttore de IlBianconero.

Poi se la prende con taluni tifosi: “E siccome sono pure un dichiarato tifoso della Madama, mi hanno cortesemente (per modo di dire) invitato a scendere dal carro”.

Alchè Chirico Precisa : “il carro del tifo bianconero non ha padroni. Non c’è nessuno che detiene il diritto di stabilire chi far salire o scendere dal medesimo. Ed infatti il sottoscritto ci sta sopra anche quando deraglia, con però tutto il sacrosanto diritto di inveire contro lo scellerato guidatore. Che, nel nostro caso, si chiama appunto Massimiliano Allegri”.

Chirico non ha infatti tutti i torti quando scrive che: “nei tre mesi di questa prima parte di stagione la Juventus ha collezionato più brutte figure che buone prestazioni, e i risultati parlano chiaro: terzo posto in campionato (dopo aver bazzicato tra l’8° e la 6° posizione) a 10 punti di distacco dalla capolista Napoli, e prematura eliminazione dalla Champions con 5 sconfitte su sei partite del girone”.

Poi, “recupero di posizioni in campionato, migliore difesa del torneo con 6 clean- sheet nelle ultime 6 gare e ritorno alla vittoria negli scontri diretti (Inter e Lazio). Tutto questo non disponendo ancora a pieno regime di Chiesa e Di Maria, e con Pogba tutt’ora ai box. Altrettanto vanno anche registrati gli evidenti progressi fatti da Rabiot e Kean, per lungo tempo ritenuti – con cognizione di causa – due pesi morti”.

“L’artefice di tutto ciò, così come dei disastri precedenti, è sempre lo stesso: Allegri”, sentenzia il giornalista.

Detto questo, “restano 10 punti da rimontare al Napoli (un’autentica impresa, superiore a quella già compiuta da Max nella stagione 2015/16) un’Europa League da provare a vincere, per suturare la sanguinosa eliminazione in Champions (non solo sportiva ma anche finanziaria) e una Coppa Italia da non snobbare”. Di fatto, al momento gli aspetti negativi prevalgono ancora su quelli positivi. Da gennaio toccherà sempre ad Allegri raddrizzare la stagione, e, a seconda di dove porterà il carro bianconero, verrà giudicato.

- Advertisement -