Retroscena Juve: Nedved voleva esonerare Allegri, no di Agnelli e Arrivabene

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La Juventus ha deciso di proseguire con l’attuale guida tecnica e di rinnovare la fiducia a Massimiliano Allegri, che dopo la pausa dovrà ricambiare la stima della dirigenza bianconera portando la squadra a fare quel decisivo cambio di passo che società e tifosi si aspettano da tempo.

Una decisione presa dalla maggioranza, ma senza il parere positivo di tutti. A riferirlo è il Corriere della Sera, secondo il quale nella riunione dello scorso venerdì alla Continassa, il vice presidente Pavel Nedved, uno degli antiallegriani più convinti, ha messo sul tavolo la questione dell’esonero di Allegri. ​

Avanti con Allegri, anche se non troppo allegri dentro casa Juve, com’è logico che sia. A partire da Pavel Nedved, vicepresidente di lotta ma (al momento) non di governo: era uno di quelli ad aver posto il tema di un eventuale esonero, già nella riunione di venerdì alla Continassa, con Agnelli, il ds Federico Cherubini e l’ad Maurizio Arrivabene. Ma dovendo guardare ai conti, oltre che al campo, presidente e ad hanno detto no. Dopodiché, andare avanti con Allegri — cosa che Agnelli ha ribadito anche ieri, in una delle tante telefonate con l’allenatore — non significa essere soddisfatti, sostenere che va tutto bene e che non c’è alcun problema”.

Quel contratto blindato da 7 milioni netti più bonus a stagione fino al 2025 ha imposto attente riflessioni, unito al fatto che l’ipotesi di un traghettatore non convince, almeno per ora, visto che nell’intera gestione di Andrea Agnelli non è arrivato un solo cambio in corsa.