Damascelli: “Ora dirigenti Juve si nascondono. Allora, Giraudo-Moggi con Capello e, di fianco un giovane Andrea Agnelli a bordo campo erano sufficienti per ribadire il significato di Juventus, la sua storia, la sua tradizione”

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Editoriale di Tony Damascelli sulla Juventus.

Szczesny fuori, tre settimane. Pogba non si sa. Chiesa anche. Gli altri non stanno benissimo. Danilo ha addirittura detto che il gruppo soffre per il fuso orario della tournée americana, come se avessero viaggiato in terza classe fumatori”, le prime dure parole della firma de Il Giornale.

La Juventus non è un cantiere aperto, è un ospedale affollato…L’orso del tiro a segno è Massimiliano Allegri il quale ha responsabilità specifiche… non può vivere di rendita come nessuno in un club di livello.. La Juventus non ha gioco, non soltanto per le assenze importanti, non ha gioco e aspetta la soluzione episodica, il colpo di classe di uno dei suoi…È un squadra costruita male, in questo sono evidenti gli errori e i colpevoli”, si legge ancora tra le colonne del suo articolo.

“Dopo la penosa esibizione contro l’Atletico di Madrid sarebbe stato doveroso un intervento della dirigenza che ha preferito nascondersi… Il tiro all’Allegri è sport facile e comodo ma nessuno può evitare di ricordare chi l’abbia scelto e chi lo stia gestendo, dunque Andrea Agnelli e con lui Pavel Nedved e ancora Maurizio Arrivabene con Federico Cherubini”.

“L’equivoco non serve. Non basta collocarsi a bordo campo per seguire gli allenamenti e il riscaldamento pre partita, questa fu la scelta di Giraudo & Moggi con Fabio Capello e, di fianco un giovane Andrea Agnelli. La sola presenza di quei dirigenti era sufficiente per ribadire il significato di Juventus, la sua storia, la sua tradizione. Oggi si va di bilancio pesante e di nostalgie, con investimenti nuovamente onerosi e sbagliati, insieme con colpi di sfortuna, segnale di vento contrario”.