Vlahovic: “Avevo in testa solo la Juve. Mi identifico con il suo DNA”

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Nel corso di una lunga intervista, l’attaccante della Juventus Dusan Vlahovic si è raccontato ai microfoni del quotidiano britannico Telegraph e ha spiegato i motivi che lo hanno spinto ad accettare la proposta dei bianconeri nello scorso gennaio.

“Forse il mio agente sa dell’offerta dell’Arsenal, ma non ne ho mai parlato con nessunoAvevo solo un club in mente perché la Juventus è la Juventus. Non c’è altro da dire, ora mi sento onorato di indossare questa maglia. È incredibile ogni volta che lo faccio”.

Mi identifico decisamente con il loro DNA – ha aggiunto l’attaccante serbo. La personalità della Juventus coincide con la mia personalità. Quando vieni qui non ti arrendi mai, combatti tutto il tempo, fai sacrifici. Questo era sicuramente quello che stavo cercando“.

Segnare è come volare – ha continuato. Ne stavo parlando con un paio di amici e loro continuavano a chiedermi: “Cosa provi esattamente quando segni un gol?” E ho detto che quando segni per la tua squadra, i tuoi compagni di squadra, i tuoi tifosi, gli amici, è qualcosa che capisci veramente solo quando hai quell’esperienza diretta. Grande gioia. È qualcosa che mi riempie, mi pervade completamente. E quindi se non provo quell’emozione allora mi sento giù, ho un senso di vuoto. Soprattutto quando lo stadio è pieno, si sentono tutti gli applausi, tutti i tifosi che gridano il tuo nome. È fantastico”.

“Quando credi in te stesso, quando sei sicuro di te, nient’altro ti destabilizza.”. “Mi piace la pressione – ha rivelato Vlahovic. Mi piacciono le grandi aspettative perché mi piace il tipo di adrenalina che esce. Non ho mai davvero sofferto troppo per la pressione. Forse quando ero più giovane ma non ora e tra 10 anni probabilmente mi sentirò ancora meglio”.

Tempo libero? Sembra non averne tanto. Mi dedico al calcio 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e quando vado a casa cosa faccio? Guardo le partite di calcio! Guardo per divertirmi, ma anche per imparare e migliorare. Mi piace passare il tempo con la mia famiglia, che è sempre stata la mia forza, e gli amici. Non mi piacciono i videogiochi, non sono molto bravo. Preferisco andare a fare una passeggiata. In passato ho avuto il tempo di leggere libri, ma non ora. Fondamentalmente mi dedico completamente al calcio e, per me, è solo l’inizio, tra l’altro. Il meglio deve ancora venire“.