Zazzaroni ricorda Raiola: “I giocatori lo amavano, non l’avrebbero mai lasciato. Ha lottato come un leone contro un avversario che fatica a scendere a patti”

0
200

Nel suo editoriale per il Corriere dello Sport il direttore Ivan Zazzaroni ha ricordato Mino Raiola scomparso ieri all’età di 54 anni. “Eravamo diventati quasi amici. Tre anni fa, marzo 2019, mi mandò affan**lo per colpa di un titolo sbagliato ha ricordato il direttore, che ha poi aggiunto: “Conservo ancora l’sms: «Ciao Ivan, solo per informarti che denuncerò il tuo giornale e il giornalista… basso livello, non è da te, abbraccio Mino». Non lo fece. Al telefono fu sgradevolissimo: sapeva essere di un’aggressività ineguagliabile, ce ne dicemmo di tutti i colori. Tempo dopo si era già dimenticato tutto e pochi mesi fa, premettendo che si fidava solo di me, regalò al Corriere dello Sport l’intervista esclusiva a Donnarumma sul trasferimento al Psg”.

Mino non aveva paura di nessuno, era un mix di determinazione e arroganza, andava spesso allo scontro, in particolare con i giornalisti, ed era diventato lo specialista dei trasferimenti più scomodi ha sottolineato Zazzaroni, che ha poi continuato: Raiola ha sempre fatto più del massimo per i suoi assistiti e per se stesso. Anche per questo i giocatori lo amavano e non l’avrebbero mai lasciato: aveva una sensibilità non comune nell’individuare l’affare e le fragilità di presidenti e dirigenti”.

Zazzaroni ha poi concluso: “Non voglio neppure immaginare come siano stati i suoi ultimi sei mesi, la sofferenza, il dolore fisico. So che ha lottato come un leone contro un avversario che fatica a scendere a patti. Nelle ultime drammatiche ore, sempre grazie a una fake news, Mino è riuscito a imitare 007 in versione personale, “Si muore solo due volte”. Avrebbe sofferto anche di più se avesse immaginato di essere rimpianto. Non dico da suoi calciatori, ma dai tanti avversari, anche i più odiosi. D’altra parte, un nemico così dove lo trovi?”.