Maradona: accusati di omicidio colposo 8 medici. “Lo hanno internato e poi abbandonato”

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Svolta nell’inchiesta sulla morte di Diego Armando Maradona ad un anno e mezzo dalla sua scomparsa. Il pubblico ministero ha presentato una memoria di 378 pagine in cui ha riassunto le agghiaccianti accuse rivolte allo staff medico, nell’inchiesta sulla scomparsa del Pibe de Oro, avvenuta il 20 novembre 2020.

Secondo l’agenzia stampa argentina Telam, i pm hanno chiesto il processo per 8 operatori sanitari con l’accusa di “omicidio colposo”, per i “maltrattamenti” e le “omissioni” che avrebbero posto la vittima di una “situazione di impotenza”, abbandonandola poi durante un “oltraggioso ricovero domiciliare”.

Maradona morì a causa di un edema polmonare e di un’insufficienza cardiaca mentre si stava riprendendo da un intervento di neurochirurgia. Per molti la sua vita poteva essere salvata se si fosse intervenuti per tempo e attivamente. Gli imputati rischiano una pena dagli 8 ai 25 anni di carcere.

La verità non è mai triste, è ciò che non ha rimedio che lo è e la realtà di ciò che è accaduto è un’altra. Quando, a rigor di termini, i controlli dovettero essere intensificati – e mentre la vittima quasi gridava la sua triste fine per la situazione impotente in cui era stata collocata, abbandonandolo al suo destino – hanno deciso il contrario, con una totale mancanza di lungimiranza, attraverso le azioni più crude che si potessero perpetrare nei confronti di chi non c’è più. Sono stati autori di un inaudito internamento domiciliare, del tutto carente e sconsiderato, in una serie di improvvisazioni, cattiva gestione e carenze. Lo stesso ricovero in casa, finché è durato, è stato oltraggioso si legge nella nota presentata ai giudici.