L’appunto di Allegri: “Dopo 2 o 3 partite i giovani in Italia sono tutti campioni…”

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L’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, è stato ospite del Festival dei Giovani in corso a Gaeta.

Diversi i temi affrontati dal tecnico bianconero, dal rendimento della sua Juventus, alla gestione e l’inserimento dei giovani calciatori, argomento sul quale si è aperto un acceso dibattito, soprattutto a seguito della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2022. Allegri è spesso accusato di chiedere e schierare in campo principalmente dei campioni e di non valorizzare abbastanza i giovani. Nel corso del suo intervento ha spiegato il motivo della sua prudenza.

“Da qualche anno a questa parte in Italia c’è la tendenza a considerare campioni dei ragazzi dopo 2-3 partite, ma così si bruciano le tappe: a 20 anni un calciatore non può avere la maturità di un 28enne ha commentato Allegri, che ha poi aggiunto un appunto sui social: “Sono un’ulteriore fonte di condizionamento per i giocatori, a volte è utile tirarsi fuori da queste situazioni”.

Allegri ha poi ricordato le più belle vittorie della sua carriera: Le vittorie sono tutte belle, non saprei scegliere. Mi ricordo il primo campionato di C a Sassuolo o il primo scudetto in Serie A con il Milan. Le sconfitte invece sono tutte brutte – ha aggiunto. Alcune di più, perché ti rimane il dubbio che avresti potuto fare qualcosa meglio“.

Il tecnico bianconero ha infine ricordato le più belle rimonte: “Al terzo anno di Milan o al secondo di Juventus partimmo molto male, e anche se lavoravamo tanto non ci rendevamo conto che stavamo perdendo lucidità. Quando abbiamo semplificato tutto siamo andati molto meglio”.