Criscitiello durissimo: “Mancini indifendibile. Gravina ha fatto la guerra ad Agnelli e non si è accorto che la Nazionale andava alla deriva”

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La bruciante eliminazione dell’Italia dalla corsa per il Mondiale non smette di far discutere. Molti i dibattiti sul fronte delle responsabilità della disfatta degli Azzurri e a non trovare attenuanti al ct Roberto Mancini e al presidente della FIGC Gabriele Gravina è Michele Criscitiello che nel suo editoriale per TuttoMercatoWeb non risparmia loro dure critiche.

“Se a Ventura abbiamo tolto la pelle di dosso per la vergogna che ci ha fatto provare, Mancini in un percorso addirittura più semplice ha fatto peggio – ha commentato il giornalista. Le domande, da zero a zero, in conferenza stampa sono inaccettabili. Il calcio è meritocrazia. Questo è lo sport. Ottieni risultati e vieni osannato, perdi facendo queste figuracce devi pagare. Non puoi restare su quella panchina“.

Gravina parla, con poca logica, di giovani, di italiani, di stranieri e getta fango sui club e sulla Lega. Ma di cosa parliamo quando abbiamo la controprova che un giovane forte e italiano, in attacco c’è, conteso da Inter e Milan, e Mancini addirittura non lo convoca per affidarsi ad un brasiliano come Joao Pedro che non è neanche una prima punta per l’assalto finale al Mondiale? Hai Scamacca, ’99 italiano, e ti porti in panchina Joao Pedro? Con questa mossa tutti i discorsi di Gravina vanno in fumo. Abbiamo perso i Mondiali per i rigori sbagliati da un brasiliano. La sua classe resta intatta ma che restiamo a casa per quei rigori sbagliati è un dato di fatto”.

Criscitiello aggiunge: “come pagarono quelli del 2018, oggi non può finire tutto in cavalleria nel 2022 solo perché i poteri romani godono di ottima stampa. Gravina lo considero un grande imprenditore, un amico nel calcio, ho sempre avuto grandi rapporti e ci diamo del tu…. ma questa volta non ha alibi. L’Italia fuori dal Mondiale non ha la giustificazione neanche dell’Europeo vinto”.

Gravina sta commettendo il grande errore di fare troppa politica e poco calcio. La guerra ad Agnelli, la guerra a Lotito sulla Salernitana, l’idea inutile dei play off in serie A, la battaglia inutile di marketing per provare a lanciare il calcio femminile che nessuno guarda se non quando farà il Mondiale per due settimane e si dimentica che c’è una Nazionale, la sua, che stava andando alla deriva. Ora difende Mancini ma il C.T. è indifendibile. Gli va detto grazie ma gli va aggiunto addio. Gravina ha grosse colpe su questo fallimento della Federazione“.