Bucchioni: “Dybala, no all’Inter”

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Prosegue il braccio di ferro tra la Juventus e il suo numero 10 Paulo Dybala per il rinnovo del contratto dell’argentino. Una situazione in stand by che si protrarrà almeno fino a febbraio, come dichiarato recentemente dall’ad dei bianconeri Maurizio Arrivabene.

Intanto sono diversi i club alla finestra, che attendono di conoscere gli sviluppi della vicenda, molto attratti dall’idea di portarsi a casa l’argentino a parametro zero. Tra loro, l’Inter. A parlare della situazione che potrebbe portare anche ad un addio della Joya alla Vecchia Signora a fine stagione, Enzo Bucchioni su TuttoMercatoWeb.

L’idea è forte e Marotta fa bene a tenere i fari accesi su un contratto in scadenza e una storia tutta da scrivere nonostante la ritrovata gioia dopo il gol in Coppa Italia, ma le possibilità sarebbero davvero poche scrive Bucchioni, che aggiunge:

L’entourage del giocatore fa sapere informalmente che il primo obiettivo resta quello di trovare un accordo con la Juventus e, caso mai, una diversa soluzione andrebbe cercata all’estero e non in Italia. Soprattutto non all’Inter per una sorta di rispetto per i tifosi bianconeri con i quali Dybala ha sempre avuto un ottimo rapporto e grande affetto“.

La Juve vuole ancora arrivare alla firma e Dybala lo sa benissimo – aggiunge. In caso contrario sarebbe un disastro per i manager bianconeri che perderebbero in un colpo solo una grossa cifra economica (il giocatore per Transfermarkt vale ancora 50 milioni) e un alto valore tecnico che andrebbe poi rimpiazzato con un’altra spesa ingente. Becchi e bastonati, sarebbe la sintesi”.

“Proprio per questo, anche per questo, un’intesa si cercherà e probabilmente si troverà – osserva Bucchioni. È chiaro che Dybala non ce l’ha con la Juve e rimarrebbe volentieri, ma s’è innervosito soltanto per le dichiarazioni pubbliche di Arrivabene che, sinceramente, avrei evitato. È vero, i dubbi su Dybala leader e su certe cifre a questo punto li ho anch’io, ma è troppo tardi. Perdere a zero un giocatore del genere sarebbe una follia tecnica ed economica“.