Salernitana eliminata dalla A? Andrea Bosco: “Campionato ancora più falsato di quanto non sia finora stato. Lotito in evidente conflitto d’interessi. Chi dice che non ci sono offerte mente”

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IL giornalista di fede bianconera Andrea Bosco, dedica l’ultima parte del suo editoriale per Tuttojuve ad una serie di notizie da politica del pallone che hanno visto la Juve protagonista.

Tra questi l’archiviazione del caso Suarez: “Ineccepibile, anche se eticamente (a mio parere) discutibile. Rosicamento epocale per i Torquermada del villaggio”.

E poi lo scandalo dei procuratori: “Ramadani finisce nel mirino della procura di Milano per le commissioni? Molti i giocatori in ballo: del Milan, dell’Inter, del Napoli, di altri. Ma titoli a nove colonne solo su Chiesa e Pjanic”.

Infine Gabriele Gravina: “il presidente della Figc che continua a scivolare sulla buccia di banana Salernitana. Società di proprietà di Claudio Lotito, da oltre una stagione in evidente conflitto di interessi, essendo il Lotito contemporaneamente anche proprietario della Lazio”.

Bosco, ricordando che la scadenza irrevocabile per la vendita della società era il 5 dicembre con successiva proroga al 15, zittisce coloro che riferiscono che non ci sono offerte per il club:  “Chi lo dice, mente. Ci sono. Ma non sono quelle alle quali ambisce Lotito. L’eminenza grigia alle spalle dei garanti”.

Salernitana da “eliminare“ dal campionato? “Benché la società sembri candidata alla retrocessione, questa sarebbe una ingiustizia: la Salernitana non ha colpe per essere finita nelle mani di Lotito. E un campionato ridotto in corsa a 19 società, sarebbe ancora più falsato di quanto non sia finora stato, tuona il giornalista.

“Così la pensano anche le società che in Lega hanno votato per il salvataggio del club, almeno fino al termine della stagione. Quarto rinvio in pochi mesi. Piaccia o non piaccia a Gravina, questa è l’ennesima orrenda pagina prodotta dal calcio italiano. Temo non sarà l’ultima. Lotito, comunque, ha dichiarato di essere “ormai fuori dalla Salernitana“. A conferma di quanto azzeccato fosse il soprannome con il quale era (è?) conosciuto a Roma: Er Menzogna. Bellinazzo scripsit”, conclude lo scrittore.