Ibrahimovic: “Moggi con me è stato il top! Calciopoli? Quegli scudetti li abbiamo vinti, e nessuno ce li può togliere”

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Zlatan Ibrahimovic ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui si è raccontato a 360 gradi.

Ho sofferto per tutta la vita. Poi ho imparato a trasformare la sofferenza in forza, l’odio in un’arma”, ha esordito il bomber rossonero.

Spiccano le parole dello svedese sui suoi trascorsi alla Juventus:

“In quel periodo non avevo ragazze non soltanto perché ero timido, ma perché ero innamorato di me stesso. In partita cercavo il numero da circo, perché avevo un ego più grande di tutti gli svedesi messi assieme”, ha rivelato Ibra.

Sono cambiato in Italia. Dissi a Helena: dai proviamo, vieni con me a Torino, vediamo se funziona. Ha funzionato. Capello mi ha insegnato a badare al gol. E mi ha massacrato, di continuo. Un uomo molto duro”, ha ricordato ancora lo svedese.

Il primo giorno, dopo la conferenza stampa, i festeggiamenti e tutto, entro nello spogliatoio, lui sta leggendo la Gazzetta dello Sport, e io bello gasato gli faccio: “Buongiorno mister!”. Lui non posa il giornale. Resto un quarto d’ora lì, con la Rosea in faccia. Poi Capello si alza, chiude il Gazzettone, e se ne va, senza dirmi una parola. Come se non esistessi”.

Ibrahimovic, non può non ricordare Luciano Moggi: Bastano due parole: “Con me è stato il top”.

E sugli scudetti vinti con la Juventus nel periodo di Calciopoli: “Quegli scudetti li abbiamo vinti, e nessuno ce li può togliere. Nessuno può cancellare il sudore, la fatica, la sofferenza, gli infortuni, i gol. Per questo, quando dicono che in carriera ho vinto undici scudetti, li correggo: sono tredici. Moggi era uno che incuteva soggezione, anche se non a me. Come Berlusconi”, ha concluso l’ex attaccante della Juve.