Luciano Moggi: “Calciopoli? Processo fatto per colpire solo la Juventus”

0
2302

Nel corso di un intervento nel corso della trasmissione radiofonica Punto Nuovo Sport Show, l’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, è tornato sulla controversa vicenda Calciopoli.

“Mi annoio ormai a parlare della mia storia, ma piano piano le persone stanno cambiando idea ha commentato Moggi.

Chi mi ha voluto fregare non mi interessa saperlo, la cosa importante è che ho la coscienza pulita ha sottolineato l’ex dirigente bianconero. “Mi basta dire che a Coverciano hanno addirittura sostituito il filmato riguardo il sorteggio arbitrale”.

“Mi hanno apostrofato come un mafioso del calcio ma il calcio è così… Alla gente, anche se sanno come sono andate le cose, piace darmi la colpa. Il processo è stato fatto per colpire la Juventus – ha affermato Moggi -, non solo a me. In un episodio riguardante Cordoba, ex difensore dell’Inter, Auricchio (tenente colonnello dei Carabinieri che investigò su Calciopoli, ndr) dichiarò che dell’Inter non gliene importava nulla, ma di cosa stiamo parlando? Si voleva solo colpire la Juve. Io il Dio in Terra del calcio italiano? Avevamo contro la Lega e il Coni, io semplicemente mi difendevoha affermato Moggi che ha poi ricordato:

“Quando è morto Papa Giovanni Paolo II, decisi di far slittare la partita di un giorno ma alla fine la partita si giocò dopo 20 giorni, così il Milan poté recuperare Kakà e la colpa fu data a me, affermando che volevo giocare dopo per far recuperare le forze”.

“Io non faccio la vittima, sono una vittima ma mi interessa poco”, ha continuato Moggi, che ha poi aggiunto: “Effettivamente, devo ammettere che il trio composto da me, Giraudo e Bettega non era simpaticissimo, però da dire questo a dire che siamo colpevoli di tutto ce ne vuole“.

Alla domanda su che fine abbia fatto lo stile Juve, Moggi ha risposto: “Non sto più alla Juve, non dovete domandare a me. Ma se Gianni Agnelli vedesse questa gestione si rivolterebbe nella tomba“.