Inchiesta Pandora Papers, coinvolti anche Vialli e Mancini

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Sarebbero numerosi i personaggi noti che avrebbero trasferito i loro patrimoni nei paradisi fiscali. A rivelarlo l’inchiesta giornalistica internazionale, a cui partecipa anche L’Espresso in esclusiva per l’Italia, denominata Pandora Papers, lo scandalo fiscale più grande della nostra storia contemporanea. Una colossale inchiesta che ha portato alla luce un archivio segreto con i dati sugli affari di centinaia di politici, personaggi pubblici e persone famose che, negli anni, hanno accumulato grandi quantità di denaro in paradisi fiscali.

Nell’inchiesta si parla di 12 milioni di documenti e dall’archivio segreto sono spuntati anche i nomi di diversi personaggi legati al mondo del calcio. C’è il nome del super procuratore Mino Raiola, così come quello dell’allenatore del Real Madrid, Carlo Ancelotti, ma anche i volti notissimi del ct della Nazionale Roberto Mancini e il capo delegazione Gianluca Vialli, citati dall’inchiesta come possibili elusori fiscali di consistenti cifre.

L’inchiesta riguarderebbe l’evasione da parte di insospettabili per la cifra stellare di 32 mila miliardi di dollari. Soldi che, eludendo le tassazioni di ciascun Paese, si troverebbero depositati sui conti offshore di Isole Vergini, Caimam, Dubai, Svizzera, Cipro e altri paradisi fiscali.

Nei documenti, le ricchezze offshore dei due ex calciatori: Mancini viene indicato nei documenti come l’azionista di Bastian Asset Holdings, con sede nel paradiso fiscale delle British Virgin Islands, mentre Vialli è invece qualificato come proprietario di un’altra società, la Crewborn Holdings, anche questa registrata nelle BVI.

Numerosi i dettagli emersi sulle attività dei due ex calciatori. Secondo i documenti consultati da L’Espresso, la società caraibica di Mancini era proprietaria di un aereo. Lo schermo offshore di Vialli, cittadino britannico ormai da molti anni, sarebbe invece servito a gestire una serie di finanziamenti ad attività italiane.