Spinazzola: “Torno a novembre. Inter? Mi ha ferito sentirmi dare dello zoppo”

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Nel corso di un’intervista ai microfoni de Il Romanista, l’esterno della Roma Leonardo Spinazzola ha parlato della rottura del tendine d’Achille, rimediata nei quarti di finale di Euro 2020 contro il Belgio, uno sfortunato infortunio che non gli ha permesso di concludere in campo l’Europeo, ma che non gli ha impedito di festeggiarlo, pur accompagnato dalle stampelle.

“Al momento non ho provato alcun dolore – ha spiegato Spinazzola. Ho sentito un colpo. Mentre correvo con la coda dell’occhio speravo di vedere qualcuno dietro di me che mi avesse colpito. Quando ho realizzato che non c’era nessuno, ho capito subito che si era rotto il tendine. Ma nessun dolore. Ho pianto solo perché ho capito che cosa mi sarei perso, ha confidato il giocatore, che ha poi aggiunto: Si poteva evitare? Purtroppo no, era inevitabile. Si sono verificate una serie di cose tutte insieme: il tipo di sforzo che ho dato sul tallone, il terreno un po’ sabbioso, lo scatto improvviso. Se avessi poggiato sulla punta non mi sarei mai rotto. Due mesi prima avevo fatto una risonanza e il medico aveva trovato il tendine perfettamente integro”.

Un infortunio che lo terrà lontano dal campo per molto tempo, anche se Spina confida di poter bruciare le tappe. “Io torno a novembre. Intendo dire che a novembre sarò a disposizione del mister per ricominciare a giocare. Nella mia testa c’è solo questa data. Altri ci sono riusciti, ci proverò anche io. So benissimo che c’è chi parla di gennaio, di febbraio e magari pure di marzo, ma io dico che a novembre torno in campo. Magari sbaglierò, lo vedremo”.

Spinazzola è poi tornato sul mancato approdo all’Inter nel gennaio dello scorso anno, quando naufragò lo scambio con Politano per i dubbi sulle sue condizioni fisiche: Mi ha ferito sentirmi dare dello zoppo. Da quell’episodio ho trovato tutta la forza del mondo per riprendermi e per dimostrare a tutti quello che sono. Ora niente mi fa più paura. Sono molto più tranquillo dal punto di vista mentale. Faccio il lavoro più bello del mondo, ho una splendida famiglia e stiamo bene. Che cosa potrei chiedere di più?”.