Chirico: “A Parma Buffon sta ricevendo insulti e minacce. Fossi in lui, telefonerei ad Agnelli e gli proporrei di riprendermi”

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Dopo l’addio alla Juventus, Gigi Buffon si appresta a vestire nuovamente la maglia del Parma, attualmente in Serie B, club che ha dato inizio alla sua straordinaria carriera, nel lontano 1995.

Una decisione accolta con ben poco entusiasmo da un gruppo organizzato della tifoseria del Parma, che oggi ha inspiegabilmente accolto Gigi Buffon con uno striscione appeso al Tardini.

A parlare del trattamento riservato a Gigi Buffon dagli ultras del Parma, Marcello Chirico che su ilbianconero.com ha commentato:

“Anche una bella storia, come quella di Buffon che sceglie di tornarsene al Parma, là dove per lui tutto ebbe inizio, è stata rovinata in un attimo dal becerume imperante di questi tempi”, ha commentato il giornalista, che ha poi aggiunto:

“Ditemi voi se un giocatore come Buffon, capace di scrivere pagine di storia indimenticabili per il Parma Calcio, può essere accolto così: con uno striscione appeso ai cancelli del Tardini che recita “te ne sei andato da mercenario, non puoi tornare da eroe… onora la maglia”, e da un messaggio su Facebook con espressioni e toni ancora peggiori“.

Anziché un bentornato, Gigi sta ricevendo insulti e minacce. E tutto questo perché? Cosa avrebbe fatto di male Buffon per meritarsi un trattamento del genere? Semplice, ha giocato nella Juventus. Con “quella maglia di m….”. E questo farebbe in automatico di lui ‘un piccolo uomo’”, ha sottolineato il giornalista.

Buffon non si merita questo, anche se soltanto da una minoranza (siamo scuri?) della tifoseria locale” ha dichiarato Chirico e ha continuato: “Ha deciso di tornare dopo aver indossato, per 19 anni, la divisa della Juventus: il problema è tutto lì. Anche se Gigi abbia definito quello per il Parma un amore mai finito. Non conta. Purtroppo è marchiato per sempre dal peccato di aver giocato per i gobbi. L’abiura è perenne”.

Chirico ha continuato: Fossi Buffon, dopo un’accoglienza del genere, telefonerei ad Agnelli e gli proporrei di riprendermi, anche come terzo portiere. Est modus in rebus. Soprattutto, dovrebbe esistere il rispetto. Per l’uomo, il giocatore, il mito Buffon riconosciuto in tutto il mondo e che prescinde dai colori indossati in carriera”.