Alessio Tacchinardi: “Continuare a giocare dopo il malore di Eriksen è stata una follia”

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L’ex bianconero Alessio Tacchinardi ai microfoni di Maracanà in onda su TMW Radio ha parlato di Euro2020 e, inevitabilmente, anche del malore in campo di Christian Eriksen, che ha tenuto con il fiato sospeso milioni di tifosi.

Immagini che rimarranno impresse nella memoria, soprattutto per la cura mostrata ad Eriksen dai suoi compagni, che hanno poi avuto la forza di continuare il match.

Una decisione che Tacchinardi ha criticato con convinzione: “Come tutti, ero devastato davanti alla tv. Meno male che sono arrivati i soccorsi… Quella foto con lui sveglio ha sollevato tutti. Ora vedremo cosa succederà, ma che sospiro di sollievo vederlo vivo“.

Giocare il secondo tempo non aveva senso, perché il loro compagno era praticamente morto. È stata una follia. È stato un trauma per i suoi compagni. Si poteva giocare il giorno dopo in un orario possibile. È vero che ora lo show deve andare avanti e decidono anche le tv…”, ha sottolineato Tacchinardi, che ha poi parlato degli esami ai quali vengono sottoposti i giocatori:

“La prova sotto sforzo è di dieci minuti di corsa a buon ritmo, quando sei in fatica, a 170 battiti, viene fatto l’elettrocardiogramma. Ma la partita non è 170 battiti, ma è stress, caldo, ci sono tanti fattori che incidono”, ha sottolineato Tacchinardi.