Lo specialista: “Eriksen aveva cardiopatia come Astori e Morosini”

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Dopo il malore patito da Eriksen nella gara tra Danimarca e Finlandia, dove il centrocampista danese ha rischiato di perdere la vita a causa di un arresto cardiaco, sono in tanti a chiedersi se l’atleta potrà tornare a giocare.

A dire la sua è il dott. Roberto Corsetti, specialista di cardiologia e medicina dello sport che dirige il Centro Medico di Imola:

“Eriksen aveva una cardiopatia”, sottolinea lo specialista ai microfoni de La Stampa. “Temo che si tratti di un arresto cardiaco da grave aritmia, probabilmente una fibrillazione ventricolare sinistra che ha fermato il battito del cuore”, ha spiegato Corsetti.

Un cuore sano non va in fibrillazione ventricolare e non accusa aritmie maligne tanto gravi da poter essere fatali. Siamo di fronte a una cardiopatia, come fu purtroppo per altri atleti deceduti in passato, i calciatori Curi, Morosini, Foé e Astori o il cestista Vendemini”.

Nel dettaglio, spiega l’esperto, “le patologie cardiache si dividono tra congenite, cioè presenti dalla nascita e non adeguatamente diagnosticate, e acquisite, come è stata per esempio la miocardite di Cipollini”.

A salvare la vita ad Eriksen direi che è stata la tempestività dei soccorsi, il massaggio cardiaco e il defibrillatore. Ma si fosse trattato di un ciclista o un maratoneta che si allenavano da soli, come sarebbe finita? Se potrà tornare tra i big del calcio? Non so, ma temo che sia molto difficile e complicato”.

I pareri non sono tutti uguali. Vincenzo Ieracitano, specialista di chirurgia d’urgenza, sostiene ai microfoni di Repubblica che quello di Eriksen è un “fatto imprevedibile, lo screening che viene effettuato in Italia non è comune in tutto il mondo. Eriksen potrebbe tornare a giocare a calcio”.