Galeone racconta Allegri: “La Juve ha capito di aver fatto un errore a mandarlo via. Se Ronaldo dovesse andar via Max non si taglierebbe di certo le vene”

0
2418

Giovanni Galeone parla del ‘suo’ Allegri e della reazione che ha avuto  quando ha saputo che Max sarebbe tornato alla Juventus:

Se fosse tornato l’anno scorso non sarei stato d’accordo, ma ora sono stato contento per lui perché finalmente la società aveva capito di aver fatto un errore a mandarlo via”.

Questi grandi club non ammettono mai gli sbagli che fanno, ma stavolta era talmente evidente… Diciamo che la Juve si è spuxxanata“.

Perché un anno fa non avrebbe voluto vederlo di nuovo in bianconero?
Perché non era stato trattato bene e la società era giusto che si ‘scottasse’ prima di fare marcia indietro. Posso dirvi una cosa? Alla Juve gli sta bene questo quarto posto! Ora che ha capito di aver sbagliato a mandare via Allegri, l’ha richiamato. E sono stati loro a cercarlo, non viceversa”.

Galeone rivela che Allegri “il primo anno era rilassato, non gliene importava nulla di rimanere fermo; lo sentivo spesso ed era sereno. L’anno scorso invece ho avuto l’impressione che soffrisse un po’ ad essere rimasto senza panchina”.

Sui rifiuti di Allegri alle big europee:
L’ultimo anno in cui era alla Juventus ha detto di no a cinque grandi panchine: il Chelsea ci ha provato due volte nel giro di quindici giorni e lui ha sempre respinto ogni proposta, poi l’hanno contattato anche il Real Madrid – più di un tentativo – Arsenal, Psg e Manchester United. Tutte nel giro di un anno, ma lui ha sempre rifiutato”.

Galeone conferma che per panchina del Real Madrid “era quasi tutto fatto, poi si è inserita la Juve e Max ha deciso di tornare a Torino”.

Se non si fossero fatti avanti i bianconeri penso che sarebbe andato a Madrid, anche se non era molto convinto dell’organizzazione. Ma mi sembra di capire che non lo sia nessuno”.

E’ vero che sta già pensando a una Juve senza Ronaldo?
No, non penso proprio. Ma diciamo che se il giocatore dovesse andare via Max non si taglierebbe di certo le vene”.

Qual è la sua caratteristica migliore da allenatore? La stessa che aveva da giocatore: sa leggere bene la partita e capisce quali sono i punti deboli dell’avversario. E lì, colpisce”.