Tancredi Palmeri: “Attenti a dare per venduta la pelle dell’Agnelli…”

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Il giornalista Tancredi Palmeri nel suo editoriale per TMW ha parlato anche della Juventus e in particolare del presidente bianconero Andrea Agnelli, diventato bersaglio di critiche a seguito della vicenda Superlega ma, come osserva Palmeri, attenti a dare per venduta la pelle dell’Agnelli prima che sia… vabbè la metafora si fa troppo splatter, ci siamo capiti”.

Andrea Agnelli ha sette vite ha continuato il giornalista “e sta provando con tutte le forze a resistere in sella al club”. E ha poi aggiunto: rimuovere Agnelli dalla Juventus, magari per mandarlo in Ferrari, aprirebbe comunque un fronte di scontro per John Elkann, sapendo che il cugino vive solo di Juventus, e dunque nessuno vuole portarsi la guerra in casa”.

Palmeri ha poi continuato: Agnelli si sta giocando le sue carte, anche se forse per rimanere in groppa alla zebra dovrà lasciare giù qualche peso e fare delle concessioni alla proprietà: il nome è quello di Fabio Paratici, che la real casa non vede come all’altezza per prendere il posto dirigenziale che fu di Marotta, nel 2010 proprio scelto da Elkann.
Il punto è che Agnelli e Paratici sono legati a doppio filo, un doppio filo anche confidenziale, troppi segreti condivisi, e dunque la scelta di separarsi prima ancora che difficile sarebbe molto delicata”, ha osservato il giornalista.

Palmeri ha poi fornito un aggiornamento in merito al futuro di Cristiano Ronaldo: “La Champions è fondamentale anche per capire il futuro di Cristiano Ronaldo. In Europa League proprio non ci sta a giocare, e allora è arrivata una risposta al Manchester United. I Red Devils, contattati da Mendes, avevano fatto sapere che avrebbero potuto considerare l’ingaggio solo qualora Cristiano si fosse ridotto del 50% lo stipendio. Richiesta che a CR7 è parsa fuori dal mondo, ma adesso – con lo spauracchio dell’Europa League – senza andare nei dettagli ha fatto sapere che potrebbe considerare una generica riduzione di stipendio. Anche se la strada verso il -50% è moooolto lunga”, ha concluso il giornalista.