Moviola, due pesi e due misure su decisioni arbitrali Juve: Bianconeri penalizzati

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A tre giorni dal pareggio della Juventus a Firenze contro la Fiorentina tiene ancora banco la moviola, soprattutto dopo il calcio di rigore assegnato ai viola per fallo di mano di Rabiot, non ravvisato dall’arbitro ma richiamato prontamente dal Var.

Ebbene, la decisone di Var e arbitro stride con un altro episodio consumatosi ai danni della Juventus non punito da arbitro e Var: stiamo parlando del fallo di mano in area laziale nella gara Juventus-Lazio della 26ª giornata di campionato, quando l’arbitro Davide Massa, dopo il contrasto tra Acerbi e Chiesa, non concede il calcio di rigore alla Juve dopo che la palla rimbalza verso l’alto fino ad incocciare la mano destra di Hoedt, sopravvenuto con il braccio largo orizzontale (non aderente al corpo).

Episodio uguale e contrario appunto a quello che si è verificato con Rabiot a Firenze. Il regolamento d’altronde è chiaro in merito: «E’ infrazione se un calciatore tocca il pallone con le mani/braccia quando queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo».

Se così, dunque il braccio largo di Hoedt era da punire con il penalty visto che lo stesso braccio non è coerente con l’azione di uno che corre, ma invece in quel caso l’azione non è stata ritenuta meritevole di revisione al Var.

Lo stesso arbitro Massa, ha però concesso il rigore a favore dei Viola in Fiorentina-Juve per fallo di mano di Rabiot spinto tra l’altro da due fiorentini. In questa occasione, il direttore di gara viene subito richiamato prontamente al Var: Inevitabile la concessione del calcio di rigore.

A corroborare la decisione di Massa ci pensa Sky: «Il braccio è in una posizione troppo particolare per non fischiare rigore» che avvalora di conseguenza la tesi della contraddizione arbitrale: come mai in un caso (Juve-Lazio) la posizione è ordinaria e in un altro (Fiorentina-Juve) la stessa posizione è particolare?