Superlega, Ceferin: “Per Juve, Real e Barcellona le pene più dure”

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Nel corso di un’intervista in esclusiva all’inglese The Mail il presidente della UEFA Aleksander Ceferin è tornato a parlare della Superlega, affrontata in quella che è stata la settimana più impegnativa della sua vita professionale

Nel corso dell’intervista il numero uno della UEFA ha ringraziato i tifosi e i politici inglesi, che con la minaccia di frenare la Superlega con una legge ad hoc, ha portato i 6 club Manchester United, Liverpool, Manchester City, Arsenal, Chelsea, Tottenham, a ritirarsi ufficialmente dal progetto dopo poche ore e determinare il suo naufragio.

Dopo il terremoto che ha messo in subbuglio il mondo del calcio, ora la UEFA è pronta a studiare sanzioni contro i club ribelli, definiti da Ceferin “la sporca dozzina”, con un occhio di riguardo per i club inglesi che saranno trattati con più indulgenza.

Le punizioni più dure, come affermato dall’avvocato sloveno, saranno per Juventus, Real Madrid e Barcellona, e potrebbero prevedere l’esclusione dalla Champions League della prossima stagione.

“È stato molto stressante. Mi sentivo come se fossi stato messo in una lavatrice”, ha affermato Ceferin.

“Tutti devono assumersi le responsabilità e accettare le conseguenze per quello che hanno fatto e non possiamo fingere che non sia successo niente. Non puoi fare una cosa del genere e dire semplicemente: “Sono stato punito perché tutti mi odiano”. Non hanno problemi causati da nessun altro tranne che da se stessi. Non va bene quello che hanno fatto e vedremo nei prossimi giorni cosa dobbiamo fare“.

“Per me è una netta differenza tra i club inglesi e gli altri seiha continuato Ceferin. “Si sono ritirati per primi, hanno ammesso di aver commesso un errore. Devi avere una certa forza per dire: “Mi sbagliavo”. Per me ci sono tre gruppi in questi 12: i sei club inglesi, che sono usciti per primi, poi gli altri tre Atletico Madrid, Milan e Inter. Dopo di loro, quelli che pensano che la terra sia piatta e pensano la Superlega esista ancora. E c’è una grande differenza tra loro. Tutti saranno ritenuti responsabili. Non voglio parlare di processo disciplinare, ma deve essere chiaro che ognuno deve essere ritenuto responsabile in modo diverso. Vedremo…”.