Moggi: “Con Superlega scoperchiate magagne del calcio. Giusto applaudire Agnelli che ha avuto il coraggio di far scoppiare il bubbone. I moralizzatori sono senza vergogna”

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Luciano Moggi, ex direttore generale della Juve, non usa mezzi termini per definire i tanti moralizzatori che si sono schierati contro la Superlega: “essi sono senza vergogna”, scrive Moggi in premessa nel suo editoriale per le colonne del quotidiano Libero.

Il direttore dopo aver precisato di non essere né a favore né contro la SuperLega affonda il colpo e scrive: “Permettetemi però di sorridere al solo pensare che i giocatori del Liverpool si siano posti sul piede di guerra contro la loro società a causa del suo ingresso nella SuperLega”.

Sono magari gli stessi che, quando andranno a discutere i propri contratti, chiederanno sostanziali aumenti, al netto ovviamente delle tasse, oltre al prolungamento del vincolo. Senza parlare poi dei giocatori migliori che, a scadenza di contratto, tengono prigioniere le società minacciandole di emigrare verso altri lidi qualora non vengano assecondate le loro richieste di aumento: proprio in Italia ne abbiamo alcuni esempi”, spiega l’ex dirigente Juventino.

Moggi spiega come funzionano le cose: “Dall’altra parte della barricata ci sono ovviamente i dirigenti che, assediati da quel sentimento popolare che i media sanno bene organizzare, si vedono quasi sempre costretti ad andare incontro alle esigenze milionarie di giocatori e allenatori per evitare di essere lapidati sulla piazza”.

A Moggi sembra che questa presa di posizione delle squadre top debba essere intesa come “un grido di allarme per scuotere le coscienze (addormentate) di chi sbraita attualmente e inveisce contro i rivoltosi. Che sono poi coloro che portano il calcio dove tira di più, che vanno addirittura in Qatar a fare i mondiali per prendere più soldi (vedi Blatter e le sue vicissitudini), senza curarsi delle difficoltà che le società incontrano per produrre uno spettacolo che possa attirare le masse”.

“E si ha pure il coraggio di gridare allo scandalo perché alcune di loro hanno osato scoperchiare le magagne del calcio, che i “tanti” addebitano a dirigenti poco lungimiranti e molto spendaccioni”.

“In alcuni casi è vero, di sicuro la Superlega un obiettivo lo ha raggiunto: costringere i padroni del vapore ad aprire la borsa”.

“Tutti vogliono i campioni ma i campioni vanno pagati. Alzi la mano chi non ha gri-dato al miracolo e osannato la Juve quando ha acquistato Cr7. Alcuni hanno addirittura detto e scritto che era stato fatto un gran servizio per l’immagine del nostro calcio. Mentre, al contrario, a Barcellona la campagna contro Messi è costata la poltrona a patron Bartomeu”.

Moggi conclude: “Ecco perché a noi sembra giusto applaudire chi ha avuto il coraggio di far scoppiare il bubbone, al posto di quelli che disapprovano e poi magari ne trarranno i benefici. Ha centrato sicuramente l’obiettivo chi è andato in piazza a svelare il malessere del mondo pallonaro, ben sapendo che in Italia, davanti ad una tavola imbandita con vino doc, il “volemose bene” è la fine naturale di tutte le divergenze: per cui adesso, volente o nolente, chi di dovere, dovrà aprire trattative e borsa a beneficio delle società tutte, siano esse grandi o piccole”.