Cobolli Gigli: “Incontro Agnelli-Allegri? Se c’è stato, non è stato sicuramente casuale”

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L’ex presidente della Juventus Giovanni Cobelli Gigli ai microfoni di Radio Bianconera, ha commentato le difficoltà vissute dalla Juventus in questa stagione che la vede palesemente in affanno.

Molta la curiosità, e forse le aspettative di molti, a seguito della notizia dell’incontro tra il presidente bianconero Andrea Agnelli e Massimiliano Allegri, che Cobolli Gigli ha commentato così:

“Un incontro casuale mi sembra improbabile, ma non si sa se ci sia davvero stato. Se ci fosse stato, non sarebbe stato sicuramente casuale. Tra loro ci sono rapporti di stima e di amicizia che sono rimasti dopo l’addio del tecnico alla Juve“.

“La Juve ha fatto 9 anni alla grande, quindi è possibile che ci possa essere un anno di crisi al 10° – ha affermato l’ex presidente bianconero -. C’è una debolezza cronica nell’area tecnica della Juventus da quando il club ha deciso di privarsi di Marotta, che è un dirigente maturo e che ha gestito bene anche all’Inter delle situazioni spinose come quella di Icardi”.

“La mia sensazione è che sia stato un errore di presunzione allontanare Marotta, così come lo è stato prendere Ronaldo pagando cifre inaccettabili per il bilancio di una squadra di calcio. Se Ronaldo fa 30 gol, ogni gol costa un milione e mezzo. E prendere CR7 ha significato condizionare il gioco della squadra, rinunciando alla coralità”, ha commentato Cobolli Gigli.

In merito a Dybala, l’ex presidente ha commentato: “Io parto dal presupposto che Dybala è stato un ottimo acquisto. Ha fatto ottime cose, lo scorso anno sotto la gestione Sarri ha contribuito allo scudetto. Poi sono arrivati tutta una serie di inconvenienti, ma sono due anni che la società sembra volerlo vendere allettata dalla plusvalenza. Se due anni fa valeva 100, ora non vale più quella cifra. Poteva diventare il vero numero 10 attorno a cui costruire l’attacco della squadra”.

Cobolli Gigli ha poi concluso con un commento sul direttore sportivo bianconero: Fabio Paratici secondo me non è un numero uno ma un buon numero due. In questo momento è in difficoltà e lo si vede anche nelle interviste in tv, dice cose che sono luoghi comuni. È uno che ha mestiere, ma a mio avviso ha bisogno di avere sopra di lui una persona che abbia una mente più direttiva e maggiore esperienza, cosa che avveniva con Marotta. Sicuramente Agnelli avrà in mente qualcosa. O si tiene Paratici o si deve pensare subito a una figura matura che possa prendere il suo posto“.