Platini: “Mi volevano a Napoli con Maradona. Gli avrei lasciato la 10 e preso la 20, che vale doppio”

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1985

L’ex giocatore della Juventus Michel Platini ha ricordato Maradona ai microfoni della Gazzetta dello Sport:

La prima volta ci eravamo incontrati a Buenos Aires nel giugno 1979, nella partita Argentina-Resto del Mondo. C’eravamo io, Rossi, Tardelli, Boniek, allenati dal vostro Enzo Bearzot che mi aveva voluto in squadra”.

Diego era ancora giovanissimo. Un ragazzo già grande come Pelé, Cruijff, Ronaldo e Zidane: i campionissimi che segnano un’epoca. Non chiedetemi confronti con me”.

Le Roy Michel rende onore allo storico rivale: “Con il suo arrivo, il Napoli per la prima volta lottava alla pari con la Juve. Prima era impossibile. Diego era un fenomeno, ma gli avevano costruito attorno una grande squadra, non dimentichiamo Giordano, Careca e gli altri”.

Invidia per Maradona? Che brutta parola invidiare. Cosa posso dire? Diego aveva tutto. Tutti i mezzi tecnici per essere un campione. Il piede sinistro era favoloso. E una rapidità che io purtroppo non ho mai avuto. Non diventi Maradona se non nasci con questi mezzi. Però lui era più un attaccante, una seconda punta, io molto più centrocampista. Eravamo diversi”.

Poi l’aneddoto: “Maradona alla Juventus? Ah, questo non lo so… So però che Dal Cin aveva provato a portarmi al Napoli. Chi avrebbe preso la dieci? Puff… Non so. Bella domanda. Forse lui, perché era a casa sua e quindi gliel’avrei lasciata. Io ne avrei presa un’altra, magari la 20, che vale il doppio…”.