Guido Vaciago: “Ecco perché la Juventus ha scelto Dzeko”

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Guido Vaciago, attraverso le colonne di Tuttosport, spiega i retroscena che hanno portato la Juventus a scegliere Dzeko.

“Edin Dzeko è un giocatore fortemente voluto da Andrea Pirlo, che lo ha sempre considerato il migliore fra quelli disponibili”, scrive il giornalista.

Il nuovo tecnico della Juventus ha un progetto tattico intorno a Dzeko e sa come inserirlo nel sistema di gioco che ha messo a punto in questo periodo. Pirlo, quindi, ha pesato nella decisione”.

E il peso di Pirlo è notevole: è un uomo scelto dal presidente. Detto ciò, Dzeko era un’opzione forte anche prima dell’arrivo di Pirlo in panchina. Era dai primi di luglio che il bosniaco veniva inquadrato dai radar di Fabio Paratici, un altro grande estimatore del centravanti fin dai tempi in cui giocava nel Wolfsburg”.

“Alla fine la Juventus ha portato a casa il centravanti che tutti volevano: la dirigenza e il tecnico. E hanno portato a casa un professionista esemplare, oltre che un giocatore che potrebbe far innamorare parecchi tifosi”, si legge.

Ma allora Suarez? “Suarez è stato un lampo che ha squarciato il mercato juventino nei giorni successivi allo sbarco di Koeman al Barcellona avvenuto il 19 di agosto. Quando il tecnico olandese lo ha esplicitamente dichiarato fuori dal progetto (nell’identico modo in cui Pirlo aveva fatto con Higuain), Suarez ha chiamato Pavel Nedved per proporsi”.

Suarez si presentava motivato e, soprattutto, gratis. Perché fino a quel momento – Juventus e Barcellona avevano parlato parecchio in maggio per combinare lo scambio fra Arthur e Pjanic – non era mai emersa la possibilità di prendere l’uruguaiano svincolato. In quel momento, quindi, la Juventus si trova a un bivio: da una parte Dzeko, obiettivo in cui tutti credono ma che sta trascinandosi in lungo per le note vicende Roma-Milik; dall’altra Suarez, un altro campione, forse meno gradito a Pirlo, ma certamente un colpaccio”.

“Nel giro di un paio di giorni, però, viene a capo della situazione ed effettivamente – dopo aver parlato con il Barcellona anche per una questione di relazioni che restano eccellenti fra i due club – Suarez può liberarsi a zero. Fino a quel momento, sia Suarez, sia il suo avvocato, ma anche il Barcellona stesso hanno dato per scontata lo status di comunitario, come scritto anche nei documenti ufficiali del club blaugrana. E così, nel frattempo, Paratici chiude McKennie con lo Schalke e occupa l’ultimo posto da extracomunitario in lista.

“Quando, qualche giorno dopo, c’è l’affondo per Suarez si scopre che lo status di comunitario è legato al solo passaporto della moglie, Sofia Balbi, uruguaiana di origini italiane. Escamotage ritenuto valido in Spagna, ma non in Italia.  […]Dunque, in quel momento, l’operazione Suarez si è incagliata”.

C’è di più: “La Juventus ha capito che, pur avendo Suarez pienamente diritto alla nazionalità italiana in virtù di quella della moglie, il tempo per ottenerla era troppo lungo. Il tesseramento per la Champions League non sarebbe stato possibile e, comunque, si sarebbe dovuto attendere oltre il 5 ottobre e ingaggiare Suarez da svincolato a campionato inoltrato”.

“Da quel momento, l’affare Suarez è tramontato repentinamente come era apparso all’orizzonte del mercato bianconero. E Dzeko è tornato a correre da solo, anche lui contro il tempo, ma con prospettive meno lunghe”.

Ma perché Suarez ha continuato l’iter per ottenere la nazionalità, visto che la Juventus era un’opportunità sfumata? Per due ragioni: la prima è che la trattativa Dzeko presentava, comunque, qualche piccolo punto di incertezza e la Juventus poteva pensare a piano di emergenza (subito Giroud, da tesserare anche in Champions, poi Suarez da svincolato e da far giocare solo in campionato fino a febbraio); la seconda è che lo stesso Suarez resosi conto di non avere passaporto europeo ha deciso di prenderlo, anche in vista di un trasferimento che potrebbe avvenire entro il 5 ottobre (ma non ci sono offerte per il momento), a gennaio o a fine stagione. Anche alla Juventus? Difficile dirlo, ma nella giornata di ieri i “no” provenienti dalla Continassa sono stati abbastanza definitivi”.

Il giornalista in conclusione si cala nei dettagli economici: “L’operazione Dzeko costa complessivamente 43 milioni di euro. Questo perché andrà a guadagnare 13,5 lordi a stagione con un contratto biennale e perché alla Roma andranno 16 milioni”.