Luciano Moggi: “Sarri non aveva il carisma necessario per parlare con i giocatori della Juve, mentre a Pirlo lo ascolteranno perché lo rispettano”

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L’ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi si confessa a Mowmag.com e dice la sua su Pirlo, Conte, Ibrahimovic e infine Leo Messi.

Il “Direttore” approva la scelta della Juve di puntare su Pirlo e su Sarri spiega che “sarà anche bravo per carità, ma non vestiva bene l’abito della Juventus. Non aveva il carisma necessario per parlare con quei giocatori”.

Con un passato come quello di Sarri, se dialoghi con gente che ha vinto campionati del mondo, Champions e Palloni d’Oro hai difficoltà enormi a essere credibile. È questo il punto a favore di Pirlo”.

Moggi ribadisce il suo pensiero, già esternato in precedenti interviste: “Pirlo saprà parlare a Ronaldo e Dybala nella maniera più giusta e lo ascolteranno perché lo rispettano. tutti lo stimano e potrà portare dei vantaggi. Il punto è sempre che porti risultati. Se vengono i risultati è credibile al 100%, sennò solo al 50%”.

Si passa ad un altro tecnico, Antonio Conte: “Non sono critico sull’allenatore, ma sull’atteggiamento post partita. È un allenatore-motivatore tra i migliori al mondo. Perché le vittorie sono sue e le sconfitte no? A parte questo, tutte le squadre lo vorrebbero, ha fatto risultati ovunque. Me lo ricordo da giocatore, fra i primi e secondi tempi all’allenatore diceva cosa andava e cosa no. Quando un giocatore è così, vuol dire che ha già un futuro da allenatore”.

Calciatori, Ibrahimovic: “L’ho cresciuto e lo metterei in tutte le squadre. Ha una forza fisica enorme. Quando si è presentato a me da ragazzino gli domandai: “Zlatan, hai portato le scarpe da gioco?”. E lui: “No”. Allora gli chiesi che numero portasse. “Il 47”. Se non fossi stato seduto sarei caduto a terra. Di solito chi colpisce bene la palla porta il 41-42, però lui ha un piede prensile che arpiona tutti i palloni. Avere Ibra in campo vuol dire dare coraggio a tutta la squadra”.

E su Messi:  “Andrà al Manchester City. Certamente non in Italia. Da noi nessuna squadra è in grado di supportare quella spesa”.