Alberto Polverosi: “L’Inter s’inchina al dipendente Conte”. Nerazzurri come la Pippolese…

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L’ex giornalista del Corriere dello Sport, ha redatto un editoriale sulle colonne di Calciomercato.com in cui prende atto della fragilità dell’Inter (“da oggi sull’Inter si può dire tutto. Anzi, di tutto”), perché dopo quello che è successo ci si può spingere “fino alla soglia delle insolenze. Lo possono fare tutti, Zhang e Conte hanno tolto l’embargo”.

Se, per esempio, il dirigente di un club, grande o piccolo che sia, dirà pubblicamente che il suo collega dell’Inter si è addormentato in Lega durante i calendari non ci saranno reazioni”.

E ancora: “Se l’allenatore di una qualunque squadra dichiarerà che l’Inter è una squadra costruita male, nessun nerazzurro potrà rispondere. E se un giocatore dell’Inter dirà che non si sente protetto, pazienza, si farà un altro comunicato per dire che c’è condivisione. Tutto questo lo ha già detto pubblicamente Antonio Conte”.

Nel  comunicato della società nerazzurra  “[…]non una parola per dire se Conte si è scusato, o anche se ha soltanto ridimensionato la portata dei suoi attacchi demolitori. Niente. Nemmeno sulla sua famiglia, un aspetto privato che, portato a galla dallo stesso allenatore[…]. Ma che c’entra la sua famiglia?” si chiede Polverosi

Il giornalista di CM si domanda ancora se “i cinesi hanno pensato a quanto costa questo atteggiamento remissivo sul piano dell’immagine? Che valutazione possiamo dare a una società che aspira a rientrare fra le grandi d’Europa e che si china davanti a un dipendente da 11 milioni netti di stipendio all’anno? Stiamo parlando dell’Inter, non della Pippolese”.