Michele Criscitiello: “Stufi dei teatrini di Conte. Il giochino non gli è riuscito”

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Il direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello ha proposto un lungo editoriale per Tuttomercatoweb. Spiccano su tutto la parole su Antonio Conte:

“Una cosa possiamo dirla: Conte e i suoi teatrini ci hanno stufato. Così alla Juventus, così al Chelsea e così anche all’Inter. L’unica società con prospettiva futura e proprietà forte”.

Forse facciamo prima a dire che Conte non ha più voglia di allenare e cerca solo un contratto pesante, di più anni, per poi mollare al primo anno. Meglio se da vincente. Ti allunga la carriera, pardòn gli anni di contratto, altrimenti molla con il muso perché il giochino non gli è riuscito”.

Quest’anno ci stava riuscendo. E ci avrebbe ingannati tutti. Se avesse portato a casa l’Europa League, non ci saremmo ricordati del campionato finito a dicembre (nonostante la classifica dica -1 dalla testa), una Champions pessima e una Coppa Italia persa in semifinale a Napoli”.

“Lo show post Bergamo, le frasi di Colonia, gli attacchi alla società, alla proprietà che lo ha accontentato in tutto e le solite lacrime di chi si lamenta”.

Il giornalista bacchetta Conte su tutti i fronti: Ha messo in mezzo anche la famiglia. Non entriamo nei dettagli ma tutti gli allenatori lavorano e stanno lontani dalla famiglia, anche 1.000 chilometri da casa, a 2.000 euro al mese, e vedono moglie e figli due volte al mese se non ci sono infrasettimanali. Le parole di Conte non stanno né in cielo né in terra”, tuona il giornalista.

Non firmi tre anni di contratto se parli di famiglia. Se, invece, ti riferivi ad altro o a fughe di notizie facevi nomi e cognomi. Primo: dovresti dire grazie a Marotta per il triennale e per la fiducia”. 

E ancora: “Conte si è imborghesito e ha perso l’80% del suo reale valore. Tatticamente solita monotonia. 3-5-2 schierato, squadra estremamente difensivista schierata dietro e via di contropiede in cerca delle punte. Così è nato l’1-0 su rigore contro il Siviglia. Gli spagnoli gli hanno dato una lezione”. 

Il giornalista conclude così: “Conte via? Ok ma i due anni di stipendio restano in sede”.