Ravezzani su Conte: “Sarebbe più credibile se non avesse fatto discorsi analoghi anche con Juve e Chelsea”

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Dopo l’amara sconfitta in Europa League per mano del Siviglia, per molti non è stata una sorpresa sentire Antonio Conte dichiarare:

“A prescindere da tutto per me ne è valsa la pena. Il che non vuol dire niente di particolare, solo che ringrazio l’ambiente a cui comunque ho dato tanto. Non c’è nessun rancore, non penso che neanche nella dirigenza ne abbiano nei miei confronti.

La questione è di punti di vista e di alcune situazioni che ho affrontato quest’anno e che non mi sono piaciute. Io ho anche una famiglia e devo capire se la priorità diventa il calcio o la famiglia.

A tutto c’è un limite, sempre senza rancore. Però non faccio marcia indietro. Qualcosa è successo, inutile girarci intorno. Bisogna capire se c’è la voglia da parte di tutti di non passare un’altra annata in questa maniera per quanto mi riguarda.

Ci sono tante situazioni che dovranno essere valutate, da me e dal presidente. Anche Marotta e Ausilio li ringrazierò perché mi hanno scelto loro. Poi è giusto capire cosa è successo”.

Parole che in molti hanno fatto suonare un campanello d’allarme e generato un déjà vu, tra cui il giornalista Fabio Ravezzani, che su Twitter ha commentato:

Non capisco Conte. Non capisco le allusioni alla famiglia e alle diversità di vedute con il club. Gli hanno messo a disposizione una squadra competitiva, già preso un top come Hakimi. I margini di crescita sono enormi. Allenare l’Inter dovrebbe essere un onore, non un peso.

Sarebbe più credibile, Conte, se non avesse fatto discorsi analoghi a quello di ieri sera anche nelle sue ultime due avventure con Juve e Chelsea. Perfino in nazionale disse che non si sentiva felice e parló di sensazione. Insomma, nulla di nuovo“.