Pagliuca torna sullo scudetto 1998: “Una ferita aperta”

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Gianluca Pagliuca, ex portiere dell’Inter, nel corso di un’intervista a la Repubblica, nel commentare le differenze tra l’Inter di cui lui ha fatto parte in passato e quella attuale guidata da Antonio Conte, è tornato con i ricordi anche all’amaro campionato 1998, vinto dai bianconeri dopo un testa a testa con i nerazzurri.

Le parole di Pagliuca:

“Rispetto al 1998 loro sono più solidi dietro, noi davanti eravamo devastanti: Djorkaeff, Zamorano e poi Ronaldo.

Quando arrivò Ronaldo ci sentimmo tutti più forti. I campioni migliorano chi hanno intorno.

C’era un clima bellissimo, anche grazie a Gigi Simoni. Speriamo che da lassù aiuti l’Inter a vincere. Noi giocatori sapevamo che stava male, eravamo legatissimi a lui. Glielo dimostrammo anche quando venne esonerato. Fu un fulmine a ciel sereno.

Mi chiamò Facchetti, disse che Moratti aspettava a casa sua me, Ronaldo, Zamorano e Djorkaeff. Ci comunicò che avremmo cambiato allenatore. Rispondemmo che per noi Simoni era una guida, un riferimento. Ma aveva deciso. Essendo buono e onesto, se n’è poi pentito.

Pensando a quella stagione resta forte l’amarezza dello scudetto perso in quel modo contro la Juventus. È una ferita aperta. Lo era anche per Simoni”.