Massimo Giletti su Pirlo: “Deve avere il coraggio che ebbe Conte al suo primo anno juventino, nel non guardare in faccia nessuno”

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Il giornalista e noto tifoso della Juventus, Massimo Giletti, ai microfoni di Radio Sportiva ha commentato il momento di grande cambiamento che si respira in casa dei bianconeri.

Le parole di Giletti:

“La Juventus è diventata una squadra dove vincere il campionato non basta più. Sembra quasi una bestemmia, trovate un’altra squadra che agisce così.

Se la valutazione è solo sulla Champions League è chiaro che le difficoltà sono molte elevate. Sarri ha vinto lo scudetto in un anno difficilissimo come questo, nella storia resta anche il suo nome, però non ha convinto tutti e se non si creano subito empatia e passione ci sta separarsi.

Al Napoli aveva mostrato il sarrismo, alla Juventus è rimasto un ibrido, a metà, non riuscendo a imporre il proprio calcio. Se calciatori di alto livello non accettano la tua filosofia diventa difficile imporsi.

Se contro il Lione avessi visto negli altri giocatori la voglia di vincere di Ronaldo, non ci sarebbero stati i problemi che invece abbiamo visto nella gara di andata, quando la Juventus è scesa in campo con sufficienza e sentendosi più forte“.

Giletti ha poi concluso con un commento circa la nomina di Andrea Pirlo sulla panchina bianconera:

Scelta azzardata, ma tutte le rivoluzioni hanno un’area di rischio molto elevata. Se va bene vai, sennò sotto la ghigliottina resti tu.

È un uomo molto intelligente, ma non ha esperienza e questo mi preoccupa. Poi è amico dei calciatori con cui ha giocato fino a poco tempo fa. Deve avere il coraggio e la forza che ebbe Conte al suo primo anno juventino nel non guardare in faccia nessuno.

Il vantaggio di Pirlo è che ha Nedved e Paratici, che fanno quadrato e sanno gestire i momenti difficili”.