Roberto Beccantini sull’esonero di Sarri: “Quella di Agnelli una mossa banalotta, da padrone delle ferriere” 

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Il giornalista Roberto Beccantini, critica la scelta di Andrea Agnelli di esonerare Sarri, e lo fa attraverso un editoriale per IlBianconero.

“Non sono d’accordo, lo sapete”, ribadisce il giornalista.

Agnelli definisce il nono scudetto «un’impresa» e poi licenzia Maurizio Sarri? Champions ci cova, naturalmente. Perché l’ossessione era e resta quella lì: il «sogno» diventato «obiettivo»”.

Nell’arco di due stagioni, John Elkann e Andrea hanno preso le classifiche e le hanno buttate nel cesso: via Massimiliano Allegri, che di campionati ne aveva vinti addirittura cinque, e via pure il Comandante, al primo, storico hurrà dopo l’Europa League con il Chelsea e la scapigliatura napoletana”.

Beccantini, definisce quella di Agnelli “una mossa banalotta, da padrone delle ferriere”. 

“All’alba dei Novanta, Gigi Maifredi e il suo calcio champagne fecero la fine del Titanic contro l’iceberg di un settimo posto. Oggi, in tutt’altre circostanze e con ben altri esiti, è il turno di Sarri, così elastico e scafato da scendere a patti con Cristiano e gli altri califfi […]”

il giornalista è critico anche “sull’operazione Marziano è costata un occhio della testa. La scommessa non ha prodotto che un paio di «scudettini», per dirla con Agnelli, e una Supercoppetta di Lega. Le ambizioni erano altre”. 

Il giornalista infine ricorda che “Jurgen Klopp arrivò a Liverpool l’8 ottobre 2015. Primo trofeo, la Champions del 2019. Sir Alex Ferguson fu reclutato dal Manchester United il 6 novembre 1986. Primo trofeo, la Coppa d’Inghilterra del 1990. Al povero Maurizio non è bastato nemmeno lo scudetto-lampo, dopo una stagione così complicata, così tragica”.

E con un finale molto strano: Andrea Pirlo. Un azzardo che va oltre la scommessa di Sarri. Molto oltre. Forse troppo”.