Mario Sconcerti: “La storia di Sarri è certamente finita. Agnelli è riuscito a dimostrare la sua teoria”

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La cacciata dalla Continassa del tecnico toscano Maurizio Sarri è l’ipotesi più plausibile in casa Juve, dopo l’eliminazione dei bianconeri dalla Champions League.

Tutta la stampa mette fine all’avventura di Sarri, e tra questi c’è anche l’autorevole giornalista sportivo del Corriere della Sera, Mario Sconcerti che nel suo consueto editoriale scrive:

Non credo che Sarri potrà essere confermato. È stato inadeguato e debole fin da quando andò più di un anno fa a chiedere a Ronaldo nel suo yacht se poteva giocare centravanti. Ronaldo disse giustamente no e lì cominciò la costruzione impossibile della Juve attuale”, ha ricordato il giornalista.

“La mia opinione è che Sarri sia più vittima che colpevole. Con una squadra di solisti era inutile chiamarlo. La Juve non ha mai costruito questa squadra, ha pagato molto chi gli costava zero. Però è la grande rivincita di Allegri nei confronti della società”.

E ancora, scrive Sconcerti: “È anche il tempo di capire Sarri. Non è la Juve il suo linguaggio. Sarri è profondamente religioso come tutti i razionalisti estremi. Mentre la Juve va dov’ è il peccato di dover vincere”.

Infine la sentenza del giornalista: “L’intera Juve andrà in discussione. Ma è certamente finita la storia di Sarri. È stata una figura lontana, sempre a metà tra il proprio destino e quello della Juve. Non si possono fare le rivoluzioni quando si è dipendenti dai padroni. Forse Andrea Agnelli voleva dimostrare proprio questo, che non c’è altro Dio fuori dal pragmatismo. Se è così c’è riuscito”.