Attacco di Conte all’Inter: Il settimanale “Panorama” individua il vero obiettivo dell’allenatore nerazzurro

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Antonio Conte head coach of Inter seen during the Serie A match between SS Lazio and Inter at Stadio Olimpico. (Final score; SS Lazio 2:1 Inter) (Photo by Cosimo Martemucci / SOPA Images/Sipa USA) (Cosimo Martemucci / SOPA Images / IPA/Fotogramma, Rome - 2020-02-16) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Fanno molto discutere le parole di Antonio Conte pronunciate a Bergamo nel post partita di Atalanta-Inter: “Club debole non ha protetto me e i giocatori. Annata dura, farò le mie valutazioni”, ha detto il tecnico dell’Inter attaccando i vertici societari nerazzurri.

Il settimanale Panorama attraverso un articolo di Giovanni Capuano prova a spiegare cosa bolle dietro le quinte in casa nerazzurra:

Ha attaccato la proprietà Suning e i dirigenti, accusato tutti quelli che lavorano al di fuori della Pinetina di non aver offerto alcuna protezione… Ha preso una squadra lontanissima dalla Juventus e l’ha avvicinata, anche se il meno uno finale può ingannare come un’illusione ottica”, scrive Capuano.

“Eppure a lungo si è sentito esposto alla critica, sia quando le cose andavano bene (sottovalutando secondo lui l’importanza dei progressi), sia quando sono andate male. Nessuna protezione significa, ad esempio, aver sofferto le critiche molto dure dei media nel momento più difficile della stagione, i paragoni impietosi con la Juventus, l’aspettativa di essere subito vincente e obiettivi non dichiarati apertamente dal club”.

Non solo una questione di mercato, insomma. Anche se la fatica per avere Lukaku la scorsa estate ha logorato lui e i rapporti con Marotta e i mancati rinforzi richiesti a gennaio hanno reso più profonda la differenza di valutazione”.

Voleva Vidal e ha avuto Eriksen, poco compatibile col suo gioco. Ha fatto quasi tutta la stagione con due soli attaccanti più un ragazzo del 2002 come Esposito, a centrocampo era corto e con qualche infortunio di troppo. Tutti difetti correggibili anche con la volontà della proprietà cinese che, però, Conte sente lontana. La mediazione di Marotta non è evidentemente bastata”.

“Il contratto pesantissimo che lo lega fino al 2023 (12 milioni netti a stagione) rende impronosticabile il finale della storia, ma già che si parli di possibile divorzio è clamoroso”.

Una chiave di lettura dello sfogo può anche portare alla conclusione che Conte voglia mettere in chiaro da subito come il gap con la Juventus non si sia azzerato (come dice la classifica) ma sia ancora così ampio da necessitare investimenti massicci in fretta. Sarebbe una specie di assist a Marotta”.

Ma la violenza verbale con cui ha travolto tutto e tutti, parlando a freddo e non spinto dalla delusione di una sconfitta, lascia aperta la porta a qualsiasi esito”.