38 scudetti, Moggi risponde a Moratti: “Gente che dovrebbe solo tacere. Era l’Inter a rischiare più di tutte per il comportamento illegale dell’allora presidente Facchetti

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Luciano Moggi, attraverso le colonne del quotidiano Libero, risponde a Massimo Moratti in merito alla querelle sul numero degli scudetti vinti dalla Juventus.

Proprio qualche giorno fa l’ex presidente dell’Inter commentando l’ennesima vittoria della Juventus, che ha affisso nel proprio stadio il n. 38, ha avuto modo di dire: “Si saranno distratti perché sono 36, senza dubbio. Mostrare “38” Scudetti come qualcosa di cui essere orgogliosi proprio no…”

La replica di Moggi non tarda ad arrivare: “Ovviamente non poteva mancare anche la voce di Moratti sullo scudetto n.38 della Juve”, scrive Moggi.

Ecco la risposta dell’ex direttore generale della Juventus:

Il campionato 2004/5 non è stato alterato dall’attività della presunta associazione a delinquere: LO DICE LA SENTENZA FINALE DEL PROCESSO SPORTIVO.
Quindi la Juve esente da illeciti ex art. 6

– che il campionato 2005/6 non è MAI stato messo sotto inchiesta

che le frodi contestate non si sono mai realizzate, per cui i risultati delle partite NON sono frutto di manipolazioni

– che gli arbitri (teoricamente associati) non guadagnavano più degli altri (anzi molto meno) e non ricevevano benefici in termini di carriera

che gli arbitri in campo non hanno agevolato la Juve e non ci sono quindi “corrotti” o “addomesticati” o “chiusi nello spogliatoio” (leggenda metropolitana portata avanti solo da chi è profondamente ignorante in materia), come dimostra la SENTENZA del Tribunale di Reggio Calabria

che è stata dimostrata la regolarità dei sorteggi

– che i rapporti dei dirigenti juventini con i designatori non erano esclusivi, erano permessi dallo statuto federale e in quei rapporti non risultano richieste di aiuti a vincere né di altro genere. I designatori parlavano con tutti, e sono state le intercettazioni telefoniche di ALTRI dirigenti ad evidenziare comportamenti censurabili… e Moratti dovrebbe saperne qualcosa, vista l’implicazione di #Facchetti

che ad intrattenere rapporti (vietati e spesso impropri) con gli arbitri erano invece dirigenti di altre società… e anche qui Moratti dovrebbe sapere qualcosa, vista l’implicazione sempre di Facchetti quando andò nello spogliatoio dell’arbitro Bertini in occasione dei quarti di finale di Coppa Italia Cagliari-Inter e gli chiese di fargli vincere la partita…

che possedere schede svizzere è perfettamente LEGALE: noi le adoperavamo in occasione di trattative di mercato e per evitare la distribuzione di biglietti omaggio in occasione delle partite.
Gli altri non sappiamo.

Eravamo al corrente che fossero INTERCETTABILI e INTERCETTATE, sicuramente tutt’altro che “schede SEGRETISSIME”, come erano state soprannominate ma soltanto per far presa sull’opinione pubblica. Lo ammise lo stesso maresciallo dei Carabinieri che le aveva ascoltate quando fu sentito come teste sotto giuramento: non contenevano illeciti, anzi fu addirittura detto che “non portavano traffico”, mentre noi siamo sicuri che di traffico ne portassero fin troppo , tenendo conto dei tanti problemi che esistono in tempo di mercato, e devono essere risolti. Ma ai carabinieri quel traffico evidentemente non interessava.

che i REATI a CONSUMAZIONE ANTICIPATA appaiono quindi basati su valutazioni non oggettive, soltanto illazioni e convinzioni personali prive di riscontro di quel PM (Narducci) che in aula aveva anche asserito che “non esistevano altre telefonate se non quelle degli indagati” (!)
Smentito successivamente e clamorosamente dalla Corte d’Appello di Milano, che sentite le intercettazioni che a Napoli evidentemente non vollero sentire, sentenziò addirittura che il Presidente dell’Inter (Facchetti) faceva LOBBING con GLI ARBITRI, mentre il Procuratore della FIGC, dr. #Palazzi asseriva che “L’INTER ERA LA SOCIETÀ CHE RISCHIAVA PIU’ di TUTTE PER IL COMPORTAMENTO ILLEGALE del suo presidente (FACCHETTI)”.
Quindi l’Inter in piena zona di Illecito ex art.6…

– che nelle motivazioni delle sentenze non ci sono fatti accertati, ma solo PRESUNZIONE di comportamenti non verificati e fatti oggettivamente non veri, visto anche che dei 30 arbitri, 29 vennero assolti (!) e uno solo fu condannato a 10 mesi per fatti che NON RIGUARDAVANO la Juve.

Magari a Moratti potremmo domandare qualcosa sul passaporto falso di Recoba, confezionato ad arte per trasformare lo status del giocatore da EXTRACOMUNITARIO a COMUNITARIO, per il quale il suo dirigente fu sanzionato della legge sportiva e anche da quella ordinaria.

Potremmo altresì domandargli qualcosa circa il lavoro promesso ad arbitri in attività (Nucini) a cui Facchetti disse che sarebbe stato il suo cavallo di Troia per scoprire le malefatte altrui.

Mentre sarebbe bello se potessero indicarmi qualche reato da me commesso… oltre naturalmente a quelli “a CONSUMAZIONE ANTICIPATA”, corredando il tutto con i NOMI degli arbitri che si sarebbero prestati al mio volere, essendo stati TUTTI ASSOLTI.

Questo, in estrema sintesi, il processo di calciopoli.

Per cui fa ribrezzo sentir parlare gente che dovrebbe solo tacere, per quello che ha fatto ai danni di persone che avevano dimostrato semplicemente di saper lavorare per il bene della propria società e per il calcio italiano: ricordiamo che sulla finale per il titolo mondiale a Berlino 2006 pesano le presenze di ben 9 juventini, più l’allenatore, più il massaggiatore.