Tony Damascelli: “Ecco perchè con Sarri è tutto maledettamente difficile per questa Juve”

0
21781

Non si placcano le polemiche su Maurizio Sarri. Ora è la volta di Tony Damascelli che su Il Giornale scrive:

“La squadra è stanca e gioca un football stracco, ieri è andato in frantumi il muscolo di cristallo di Douglas Costa, fuori ormai anche per l’Europa, altri sodali del brasiliano hanno il fiato corto e le gambe di legno, alcuni, come Ramsey sono un mistero buffo; il gallese non è mai stato abile e arruolato e Sarri ha voluto però schierarlo nelle ultime due partite con risultati agghiaccianti. Alla pari di Ramsey esiste il caso Bernardeschi che non offre garanzie se non in allenamento”.

Sarri non è reattivo se non nel solito linguaggio da trivio – scrive ancora Damascellisi difende parlando di disordine come se fosse lui un consulente esterno e non l’uomo chiamato a disciplinare i movimenti dei suoi”.

Ora basterebbe battere la Sampdoria per vincere il titolo ma non cancellerebbe i dubbi e le perplessità che la squadra si è confezionata con le proprie mani”.

Il numero di gol subiti (Sarri e anche su questo qualcuno del suo staff dovrebbe correggerlo o controllarlo, continua a dire che vanno contati 12 rigori, in verità sono 11, 3 quelli parati) sta a significare che l’equilibrio si è rotto…”, fa notare il giornalista.

Ma secondo Tony Damascelli Non è tutto: Ci sono altri squilibri, a centrocampo e in attacco, là dove l’assenza di una alternativa a Higuain ha prodotto seri scompensi”.

“Tutto ciò ha portato la Juventus a guidare la classifica e ad avvicinarla al nono titolo consecutivo ma battere la Sampdoria non è certo per un gruppo che ha dato segni di sbandamento nelle ultime quattro partite, salvare la faccia contro Cagliari e Roma è ugualmente un’impresa e così affrontare i francesi del Lione il 7 agosto, sapendo di dover realizzare almeno due gol senza subirne alcuno. Sembra semplice”.

“Per la Juventus normale lo sarebbe. Per questa Juventus è maledettamente difficile. Per responsabilità specifiche di tecnico e calciatori. Poi Agnelli tirerà il conto”.