Polemiche sul VAR, CorSport: “L’amputazione degli arti, unico modo per osservare le regole”

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Anche alla ripresa del campionato, non sono mancate polemiche e accuse alla classe arbitrale sull’utilizzo del VAR, dopo alcune decisioni dubbie che hanno scatenato la rabbia di allenatori, dirigenti e tifosi.

Una novità tecnologica giunta in supporto agli arbitri, ma che allo stesso tempo fa molto discutere per il suo utilizzo, a volte difficilmente condivisibile.

A parlare della moviola in campo è Giancarlo Dotto su il Corriere dello Sport, che ha analizzato le ultime giornate di campionato, in cui non sono mancati i rigori assegnati a seguito della verifica delle azioni al VAR:

Applicato così il VAR è una sciagura.

Il gol annullato a Simeone contro l’Atalanta, i rigori fischiati a Bonucci contro il Milan e Patric contro il Lecce, solo alcuni dei casi più recenti.

Quello di Patric, in particolare, grida vendetta. Leggi di natura, biomeccanica elementare: l’unica chance del ragazzo in caduta di far sparire il braccio era di trasformarsi nel dottor Stranamore del film di Kubrick.

[…] Bisogna decidere una volta per tutte se braccia e mani fanno parte del corpo umano, come risulterebbe da qualunque atlante di anatomia, o se si tratta invece di accessori con una forte propensione eversiva, che sarebbe poi quella di non separarsi dal corpo nel nanosecondo in cui la palla li sfiora.

Ha ragione Zenga: “Un regolamento buono per il calcio balilla“.

L’amputazione degli arti superiori sarebbe l’unico modo di osservare le regole“.