Chirico vuota il sacco: Silenzio dei giornali sui rigori inventati. Ecco come la Lazio resta in corsa per lo scudetto

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Marcello Chirico vuota il sacco!  Dopo la vittoria della Lazio, in grado così di mantenere ancora aperto il campionato, il giornalista pare stupito da quanto traspare dalle prime pagine dei quotidiani sportivi.

I complimenti ai ragazzi di Inzaghi si sprecano per il ribaltamento della gara con la Fiorentina, mentre sono rari (Calciomercato.com è uno di questi) quelli che stigmatizzano l’arbitraggio di Fabbri e il modo col quale questo ribaltone è stato reso possibile alla squadra di Lotito”.

Un titolo tipo “Lazio, non così!” non l’ho trovato, così come – aldilà del legittimo sfogo di Pradè – non ho udito su reti istituzionali e detentori di diritti tv commenti negativi, per non dire scandalizzati, per quanto visto sabato sera all’Olimpico. Silenzio sugli spalti, silenzio su parecchi media. Un trattamento di favore di cui, purtroppo, non gode mai la Juventus, o Rubentus come sui social viene spesso deformato il nome del club bianconero”.

Chirico ricorda ancora una volta che “L’episodio chiave della partita, quello che ha fatto svoltare la gara fin lì gestita alla grande dalla formazione Viola, è stato quello del rigore, ma a corredo ce ne sono stati almeno altri tre altrettanto determinanti e che hanno pesato mica poco sull’economia generale della partita, marchianamente indirizzata in un unico senso. Lo si può dire? Lo si può scrivere? O succede solo con la rubentina Juve?”, si chiede il giornalista.

Parecchio buoniste pure le moviole di parecchi giornali, a cominciare dal giallo dato a Bastos per la scriteriata entrata in scivolata su Ghezzal sul finale del primo tempo e che avrebbe costretto la Lazio a giocare l’intera ripresa con un uomo in meno”.

“Rosso che si sarebbe meritato pure Radu, al 70’, quando col piede a martello colpisce Badelj, ma pure in quel caso Fabbri ha optato – sbagliando (volutamente?) – per quello di colore giallo. Cartellino giallo che avrebbe dovuto estrarre, durante la ripresa, pure a Parolo, quando ha trattenuto per la casacca un giocatore viola sfuggitogli alla marcatura. Anche se avvenuto in mezzo al campo e non nei pressi dell’area. Finora un fallo del genere è sempre stato punito con l’ammonizione. Finora…”, tuona il giornalista.

“E arriviamo al rigore, sull’assegnazione del quale ho letto commenti comici: Dragowski ingenuo, si è assunto un rischio fatale, Caicedo molto scaltro, ha preso un penalty “di mestiere”. Quale mestiere? La furbizia semmai è un’attitudine”.

“E quale ingenuità avrebbe commesso il portiere della Fiorentina limitatosi ad accompagnare verso l’esterno Caicedo senza nemmeno toccarlo? Semmai è stato il laziale a prodursi in una plateale simulazione. Se Fabbri si fosse degnato di andare al Var l’avrebbe vista, così come l’abbiamo vista nitida e chiara tutti noi in tv.

“Ha deciso invece di non andarci (volutamente?), sicuro che Dragowski avesse fatto cadere l’ecuadoregno. Fabbri al Var c’è poi andato, nel finale di partita, per verificare la gomitata di Vlahovic assestata a Patric ed espellere (giustamente) l’attaccante viola. Perché non lo ha fatto anche prima, su un episodio così decisivo? Non lo sapremo mai, perché gli arbitri possono falsare un’intera partita ma non gli è consentito spiegare i motivi delle loro talvolta assurde decisioni”.

Curiosità: dove sono finiti Rocco Commisso e Joe Barone?si chiede Chirico.

Non lascino solo il povero Pradè! O loro sbottano solo dopo una partita con la Juve? Entrambi hanno già capito come funziona in Italia e, in pratica, si adeguano a certa stampa sportiva, innescata spesso da addetti ai lavori molto preparati in questo senso. Quelli, per intenderci, che da 2 anni la menano col fallo di Pjanic su Rafinha e dello scempio arbitrale di sabato sera magari se ne dimenticheranno già lunedì. È viva la Lazio, evviva il campionato riaperto!”, chiude sarcasticamente il giornalista.