Emergenza Juve. Il grido di Stefano Agresti: “Sarri rinunci al suo vizio tattico e imiti Allegri!”

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Stefano Agresti in un suo editoriale per le colonne di Calciomercato.com suggerisce un opzione tattica al mister Sarri, a seguito dell’emergenza terzini venutasi a creare con la squalifica di Danilo e gli infortuni di Alex Sandro e da ultimo De Sciglio.

Sappiamo che non succederà, perché ci sono due cose alle quali Sarri non rinuncerebbe mai: le sigarette e la difesa a quattro. Il vizio e la religione. Il legame morboso, incontrollabile e la convinzione tattica”.

“Eppure oggi – ne è convinto il giornalista –  alla luce di quanto sta accadendo alla sua Juve, compiere un passo indietro potrebbe essere estremamente utile”, scrive il giornalista in riferimento allo schieramento della squadra.

Agresti lancia dunque l’allarme: “L’emergenza in quel settore è diventata totale”.

[…] “La Juve ha una quantità e qualità di difensori centrali di cui probabilmente nessuno al mondo dispone:De Ligt e Bonucci, che nelle tre gare post-covid sono stati sempre tra i migliori, il rientrante Chiellini, ancora una garanzia, e in aggiunta Rugani e (tra breve) Demiral”, ricorda il giornalista.

“La logica vorrebbe che, in una situazione del genere, Sarri rinunciasse al suo vizio tattico, imitasse Allegri e puntasse sulla difesa a tre. Non sarebbe il primo a essere folgorato sulla via dello scudetto, anche Conte – ad esempio – quando arrivò in bianconero pensava di poter giocare solo con lo schieramento a quattro, poi si adattò, cambiò e non è più tornato indietro. La duttilità è un’arma per i grandi allenatori”.

Agresti si spinge oltre e propone la formazione:De Ligt, Bonucci e Chiellini in difesa; Cuadrado e Douglas Costa o Bernardeschi sulle fasce a sostegno di tre centrocampisti (mettiamo Bentancur, Pjanic e Matuidi); Ronaldo e Dybala (oppure Higuain) davanti. Sarebbe la formazione più logica possibile, probabilmente: un bel 3-5-2 ricco di sostanza e qualità e, soprattutto, senza lacune evidenti. Ma al vizio e alla religione non si comanda”, conclude sarcasticamente il giornalista.