Chirico dà voce ai tifosi: “Sarri, come ha fatto la Juve a non segnare?”

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La sfida tra la Juventus e il Milan nella semifinale di Coppa Italia, ha acceso gli animi dei tifosi, rimasti delusi dalle prestazioni e dalle azioni in campo dei bianconeri, apparse meno brillanti rispetto alle aspettative.

Al coro di critiche si è unito anche il giornalista Marcello Chirico, che su ilbianconero.com ha commentato:

“Venerdì sera Maurizio Sarri non ne ha fatta una sola di “ca**ata”, ma anche qualcuna in più.

Perché se una squadra domina per larga parte una gara, facendo 27 tiri complessivi contro 6 (di cui 7 in porta, contro 0), calciando 14 corner (contro 1) e maturando un possesso palla del 64%, ma non riesce a buttare dentro la rete un solo pallone, significa che qualcosa l’ha sbagliata pure l’allenatore.

Premetto, non ce l’ho con Sarri e non ne sto chiedendo l’esonero immediato, da semplice cronista mi limito a commentare ciò che ho visto l’altra sera, cercando di capire come mai la Juventus non è riuscita a battere il Milan, pur essendone superiore, e non solo sulla carta. In questo senso, il tabellino è sufficientemente eloquente.

Perché insomma non è stata in grado di assestargli il colpo del ko, legittimando con la vittoria il passaggio in finale di Coppa Italia, sgombrando il campo dai dubbi sollevati da tanti se davvero sia passata la squadra che meritava di più.

Vero, si arrivava da un lockdown di 3 mesi, coi giocatori che hanno ripreso ad allenarsi tutti insieme solo intorno al 20 di maggio, e tre settimane sono obiettivamente poche per organizzare una preparazione atletica decente.

Non mi stupisce quindi il ritardo di condizione – per esempio – di Ronaldo, così come la poca brillantezza di Douglas, la scarsa incisività di Dybala (in settimana lo aveva ammesso lui stesso di non essere al top), così come il calo alla distanza di Matuidi e del resto della truppa. Ci sta.

Non ci sta invece che, nonostante questo handicap, la squadra sia riuscita comunque a tenere un buon ritmo per 60 minuti abbondanti e a non segnare una sola rete, contro un Milan votato al difensivismo estremo (la tanto lodata “concretezza” di Pioli) e che ha alzato la linea difensiva solo quando la Juve ha iniziato ad avere la lingua di fuori.

Ciò nonostante, in 95’ ha prodotto una sola vera, pericolosa, reale azione da gol (quella con Calhanoglu). Il colpo di testa di Kjaer, uscito a 2 metri di distanza dal primo palo, manco lo considero.

Prima “ca**ata” di Sarri: i milanisti stavano rintanati nella propria area a protezione della porta di Donnarumma come i Templari col Sacro Sepolcro, mi chiedo perché andare ad intasare gli spazi attaccando a pieno regime con quasi tutta la squadra, anziché provare ad aggirare quel fortino con manovre rapide ed un gioco sulle fasce non limitato ai soliti, prevedibili, traversoni bassi e cross quasi sempre preda dei due centrali rossoneri.

Se l’avversario piazza nove giocatori dietro la linea della palla, non lo puoi attaccare con altri nove. Non disponendo, tra l’altro, nemmeno di un centravanti in grado di tenere impegnati Romagnoli e Kjaer.

Adattarci in quel ruolo Ronaldo, che sappiamo tutti preferisce partire dall’esterno per poi accentrarsi, è stata un’altra “ca**ata”.

Soprattutto quando ti rendi conto che CR7 non è in serata, e avresti potuto optare per un Dybala falso nove, ruolo già interpretato altre volte in carriera dall’argentino. I giocatori reali sono diversi da quelli utilizzati alla PlayStation, dove puoi scambiarli e adattarli come ti pare e le loro caratteristiche restano immutate.

Vedi il buon Douglas, fatto girare come una trottola prima a sinistra, poi a destra, poi sulla trequarti, infine di nuovo sulla fascia. Altra “ca**ata”.

Tanto quanto sostituirlo poi con Bernardeschi e non subito con Cuadrado, che in quel poco che ha giocato ha dimostrato di essere più in palla di altri. E Cuadradone è uno capace di puntare, saltare l’uomo e inquadrare la porta. Ca**ata su ca**ata. Sublimata poi dalla supercazzola, ammessa dallo stesso Sarri, della tripla sostituzione a centrocampo, inserendo appunto un pasticcione (Berna) e un cadavere (Rabiot).

Settanta giorni sul divano saranno stati pure “devastanti”, però l’altra sera pure il buon Sarri ci ha messo del suo“.