Mughini amaro: “Aspettatissima semifinale che metteva contro due monumenti del nostro calcio, s’è chiusa con un miserello 0-0”

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Giampiero Mughini ha assistito davanti alla tv alla semifinale di coppa Italia tra la sua Juve e il Milan.

Il noto scrittore e opinionista ha commentato la gara su Dagospia:

“Alla fin fine tanto tuonò che non piovve nel senso che la da noi aspettatissima semifinale di Coppa Italia che metteva contro due monumenti del nostro calcio, la Juve e il Milan, s’è chiusa con un miserello 0-0 che manda sì la Juve in finale (la diciannovesima della sua storia calcistica) ma non sazia quanti di noi bramavano vedere una palla in rete dopo tre mesi e passa di astinenza forzata”.

Bene, molto bene la Juve che ha stradominato, ma molto bene anche il Milan che ha giocato in dieci l’80 per cento della partita e ha pur fatto un’ottima figura”.

Ci aspettavamo di più, volevamo di più, un Ronaldo così mediocre non ne sentivamo il bisogno? No, era davvero impossibile aspettarsi molto di più. Giocatori che non tastavano il campo e l’agone da più di tre mesi, uno stadio gelido che non accompagna le giocate e gli sprint, uno dei 22 in campo (Dybala) che s’era fatto 40 giorni di Covid”.

No, aspettarsi di più era incongruo. Il calcio è una cosa troppo seria per venir fuori da tre mesi di calcio non giocato, da giocatori che si sono tenuti in forma in forma nelle terrazze di casa loro”.

E ancora: “L’importante è che noi tutti abbiamo dato il ben tornato al calcio, al romanzo nazionalpopolare il più bello di ciascun anno della nostra vita. L’importante è che l’industria del calcio non muoia o non stenti a rendere più grigie le nostre domeniche, a rendere più pallidi i nostri sogni”.

Infine scrive Mughini nella sua lettera aperta: “E’ un pezzetto non piccolo della nostra vita ante-Covid che resuscita, ed era drammaticissima quella sequenza iniziale all’ Allianz-Stadium dove i 22 giocatori e i 3 giudici di gara restavano in silenzio, ritti in piedi e nell’ombra, a ricordare i 33mila italiani che non ci sono più a gustarsi i gol e le parate e i dribbling”.