Gazzetta: “Pjanic, due mesi di Juve con la testa già al Barça”

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Il centrocampista bianconero Miralem Pjanic sembrerebbe proprio destinato ad indossare una nuova maglia nella prossima stagione.

È quanto ipotizza la Gazzetta dello Sport:

Il bosniaco è promesso sposo dei catalani, ma il suo trasferimento dipende da Arthur. E, anche se ha la valigia pronta, Sarri ha bisogno della migliore versione di Mire per lo sprint finale.

Il paradosso di Mire. Centrale e laterale assieme. Presente, eppure quasi assente ormai. Sacrificato, ma ancora necessario. Miralem Pjanic ha, infatti, i piedi a Torino e la testa in Catalogna: si rischiano le vertigini, la sfida è vivere questi due mesi confusi senza capogiri.

Il bosniaco è d’accordo fino all’ultima virgola con il Barcellona e già si immagina nella prossima stagione a lanciare Messi al Camp Nou.

Lo ha fatto già per Cristiano all’Allianz: non capita a tutti di servire i due re in questa epoca. Ma il suo viaggio è pur sempre condizionato: dipenderà dall’eventuale sì alla Juve di Arthur, pedina di scambio assieme a De Sciglio.

Al momento il brasiliano ha altri gusti, anche se l’affare resiste alle tempeste del mercato e non è ancora naufragato del tutto: servirà pazienza e tempi lunghi per provare a smussare l’ostinazione di Arthur.

Non è detto che ci si riesca, ma di certo ci si proverà: entrambi i club hanno mediane da rinnovare, ma hanno pure bisogno di ossigeno per il bilancio da chiudere entro il 30 giugno.

Anche Mire pende dalle labbra di Arthur, ma sa che ci sono anche altre ipotesi da valutare: lui piace da sempre al Psg e potrebbe essere inserito in un’operazione col Chelsea, che permetta a Sarri di riavere l’amato Jorginho, il “suo” regista.

Insomma, comunque vada, mai come adesso Pjanic è stato lontano dal bianconero. Ma, anche se ha già la valigia sul letto, dovrà tenere la testa sugli obiettivi fino ad agosto: in due mesi serrati, Mire servirà nella sua versione migliore.

Il rampante Rodrigo Bentancur gli avrà pure preso la targa: è pronto al sorpasso nel ruolo di regista titolare. E l’utopia sarrista sarà pure naufragata in un mare di realismo: Pjanic non solo non ha mai avvicinato la vertigine iperbolica dei 150 palloni a partita, ma ha pure vissuto uno strano calo negli ultimi mesi pre-covid.

Eppure, al netto di tutto, il tecnico toscano sa che non potrà permettersi di rinunciare del tutto al bosniaco in partenza: ogni tre giorni gireranno tutti gli orchestrali e lo stesso Pjanic si alternerà a suonare nelle vecchie care zolle. Magari, Cristiano permettendo, calcerà pure qualche punizione.

Mire sa che non saranno gli ultimi due mesi a indirizzare il futuro, visto che il mercato corre ormai su binari paralleli, ma vuole comunque lasciare una traccia. Un segno. Forse semplicemente un ricordo.

È stato il primo degli stranieri a rimettere piede a Torino dopo essere andato via nei caldi giorni dell’emergenza, segno di dedizione e attaccamento al bianconero, e adesso addirittura lavora più duramente del solito: ha bisogno di un paio di mesi di vera Juve per prendere la rincorsa e, magari, abbracciare il Barcellona.

E pazienza se la testa già svolazza altrove: “Il tempo non aspetta nessuno. Guarda avanti e vai verso quello che credi”, ha scritto sui social postando una sua foto con sguardo laconico. L’ha tradotta pure in spagnolo: più chiaro di così”.