Caso Zarate, in onda il video con Ruzzi che attacca: “Lotito un prepotente. Con Mauro ha fatto una maxi evasione”

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Le Iene indagano sul contratto che 12 anni fa ha portato alla Lazio l’attaccante argentino Mauro Zarate.

Il servizio è andato in onda ieri, con il calciatore e il suo procuratore Luis Ruzzi, nell’anno del suo arrivo alla Lazio, che muovono accuse pesantissime contro il presidente della Lazio, Claudio Lotito.

Nel video de Le Iene la testimonianza del procuratore che attacca duramente Lotito, a causa di 3,5 milioni di euro mai ricevuti:

Denuncio grandi irregolarità che ha fatto Lotito. Il tutto è nato così. Lotito mi dice: ‘Ti offro 20 milioni di euro di ingaggio in 5 anni e così firmiamo per la Lazio‘. Quando arrivo nel giorno della trattativa finale, lui dice: ‘Non vi do tutti soldi, ma solo 7 milioni. Gli altri 13 ve li gira un mio amico attraverso un’altra società, la Pluriel Limited di Riccardo Petrucchi’, che poi mandava i soldi ad un’altra società, quella del fratello di Zarate, Sergio, aperta in Uruguay, la Moisen.

Per Lotito è una questione normale. Il perché? Semplice, sul resto dei soldi non paghi le tasse, è un’evasione importante.

Al ritorno a Roma, dopo il prestito all’Inter, lui ha messo fuori squadra il giocatore perché non voleva ridare tutti i soldi. E Mauro ha sofferto per questo.
Lotito è andato in Federazione e ha incartato tutti, come è successo non so.

La Pluriel poi ha incassato i 3 milioni di euro, ma i soldi non ce li ha dati. Ho parlato con Lotito, gli ho chiesto informazioni su questa cosa, ho mandato lettere. Niente.

Finora non ho detto nulla perché temevo di pregiudicare il giocatore. Lotito è un prepotente, non basta avere ragione, devi trovare chi te la dà.

Si sente proprietario in Federazione. Ha avuto tanti problemi: è finito in mezzo a Calciopoli, nella vicenda del calcioscommesse gli hanno arrestato il capitano e lui lo ha ripreso facendogli un altro anno di contratto.

Sono 17 anni che vive con la scorta della Polizia che lo protegge non si sa da chi e la paghiamo noi contribuenti”.