Il Foglio intervista Moggi Jr: Palamara ora sperimenta il metodo Palamara

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Massimo Zampini intervista attraverso i microfoni de Il Foglio, Alessandro Moggi, figlio di Luciano, nel 2006 finito nel tritacarne delle intercettazioni (non rilevanti) che hanno cambiato per sempre la sua vita privata. “Tutto torna, la ruota gira”, esordisce Moggi Jr.

E ancora, lo sfogo del figlio di Luciano: “Dai, come ca..o hanno fatto a pubblicare una cosa del genere?”.

Alessandro Moggi non se ne capacita ancora. Figlio di Luciano, nel 2006 è presidente della Gea, una società composta da altri figli di padri celebri (Calleri, Geronzi e altri) e alcuni dei procuratori più importanti d’Italia. Tra il febbraio e l’estate di quell’anno viene iscritto nel registro degli indagati dal pm Luca Palamara, vede comparire sui giornali delle intercettazioni non rilevanti che cambieranno per sempre la sua vita, racconta Il Foglio.

Ora che però che l’affaire Palamara sta venendo alla ribalta con clamorosi retroscena, anche Alessandro Moggi ha deciso di togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

“Le danze iniziarono in quel 2006, a fine aprile, – racconta Zampini in un precedente suo articolo – con i “blitz” a Roma nella sede della Gea, celebre società di procuratori sportivi (tra cui molti figli di personaggi celebri, come Alessandro Moggi e Davide Lippi), mentre a Napoli si indaga sul fronte “arbitri”, la vera “polpa” di Calciopoli. Il 5 maggio la Gazzetta ci informa che “in Procura a Roma c’è stato un vertice tra il pm Luca Palamara (la collega Palaia è impegnata in un corso) e gli investigatori della Guardia di Finanza (…). La prima decisione è stata quella di cominciare subito a sentire le persone informate dei fatti”, in quanto “l’interesse dei magistrati romani è proprio sulla società diretta da Alessandro Moggi (…) per stabilire se, oltre a gestire calciatori, la Gea riesca anche a interferire con la scelta degli arbitri”. Una vera e propria associazione a delinquere, per il giovane pm Palamara, che ha fretta e vuole capire. Comincia così una sfilata di nomi celebri di fronte al pm, permettendo alla vicenda di acquisire sempre maggior rilievo mediatico”.